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Sono passati quasi quarant’anni da quando i socialisti PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
sabato 30 luglio 2016

Sono passati quasi quarant’anni da quando i socialisti, con l'articolo di Bettino Craxi sulla "grande riforma delle istituzioni", aprirono il dibattito sulla riforma della Costituzione. Allora la nostra era una voce isolata, anche se già da allora era evidente la necessità di correggere la deriva assembleare in cui era caduto il nostro parlamentarismo. "La riforma costituzionale rientra nei poteri del Parlamento e la necessità di un bilancio e di una verifica storica è ormai fortemente sentita. Anche gli edifici più solidi e meglio costruiti, ed il nostro edificio costituzionale, ha dimostrato di esserlo", scriveva nel 1979 Bettino Craxi, "si misurano con il logorio del tempo. Le esperienze fatte e vissute possono qui dare la mano di una accorta revisione che ponga nelle migliori condizioni di funzionamento i fondamentali poteri dello Stato democratico, consolidi i diritti dei cittadini, favorisca il miglioramento delle relazioni sociali. Vi sono problemi che riguardano l’esercizio del potere legislativo, la stabilità e l’efficacia dell’esecutivo, il riadeguamento di istituti e di strutture amministrative alle nuove realtà ed alle nuove esigenze funzionali". Qualche anno dopo, il segretario socialista scriveva che "resistenze conservatrici si sono riaffacciate e si riaffacciano nella vita politica nazionale ogni qual volta vengono posti i temi del rinnovamento. Che la situazione italiana soffra di un mancato adeguamento della vita istituzionale alle esigenze proprie di quella che è stata definita «una democrazia governante», ed ai problemi nuovi posti dalla complessità crescente della moderna società industriale, giunta in Italia al suo stadio maturo, risulta evidente da molti anni. Alla richiesta volta alle forze politiche di applicarsi ad individuare ed attuare le linee di una «grande riforma» delle istituzioni" si era reagito, scriveva Craxi, con "un polverone di sordità, incomprensioni, deliberati equivoci, ingiustificati allarmi. «La Costituzione non si tocca», è stata la parola d’ordine dei conservatori, in questo caso di vario colore, che ha finito con il sopravanzare le diverse sensibilità che pure emergevano nel mondo politico e la rinnovata attenzione di circoli intellettuali di studiosi e di esperti".

In seguito i socialisti proposero anche, sulla scia di quanto sostenuto alla Costituente da Piero Calamandrei, di mutare radicalmente la forma di governo in senso presidenzialista, una proposta che non venne accettata. Ma molti concordarono sull’opportunità di rafforzare l’esecutivo e di semplificare il procedimento legislativo, anche sull’esempio di altre democrazie europee che pure avevano adottato la forma di governo parlamentare.

Poi le vicende dei primi anni ‘90 fecero sì che si operasse una cesura nella continuità del sistema politico, e alla crisi del sistema si rispose con una semplice riforma elettorale, prescindendo dalla pur necessaria revisione della Costituzione: ed avere limitato la riforma istituzionale alla sola legge elettorale è fra le cause non ultime della crisi politica che stiamo vivendo.

A sanare questo vizio d’origine del nuovo sistema politico, del resto, non sono serviti neanche i velleitari tentativi di mutare la forma di Stato in senso federalista: e fra i meriti della riforma che verrà sottoposta a referendum c'è la correzione del sistema di "competenza concorrente" tra Stato e Regioni, e la attribuzione allo Stato di competenze sicuramente statali e non regionali. Portare nella legislazione nazionale il punto di vista delle Regioni, con il nuovo Senato che le rappresenta, varrà a superare conflitti di competenze che attualmente si affollano davanti alla Corte costituzionale, quando non sfociano addirittura, come è avvenuto di recente, nella convocazione di referendum popolari da parte delle Regioni contro lo Stato.

Quanto ai rapporti fra governo e Parlamento, non si può ignorare che oggi, benché il governo non sia così forte come in altri paesi, il Parlamento è sempre più debole: mentre solo regolando con maggiore chiarezza gli equilibri fra le due istituzioni c'è la possibilità che entrambe si rafforzino, e una regolamentazione più rigorosa dell'uso del voto di fiducia può impedirne l'abuso, perchè i governi, di fronte alle lungaggini del procedimento legislativo, hanno molto spesso usato lo strumento del voto di fiducia che strozza il dibattito parlamentare, e che ora nei confronti di una delle due non potrà essere usato, a fronte di obiezioni di merito fondate e sostenute da adeguato consenso. E' vero che in Italia vengono approvate ogni anno molte leggi, ma se si guarda al loro contenuto, si può vedere che si tratta spesso di leggi di minore importanza, mentre le leggi di primaria importanza attendono anni prima di essere approvate. Tra le cause di questi ritardi c'è anche il sistema, unico tra le grandi democrazie europee. di un bicameralismo paritario, con due camere elette nello stesso modo, che fanno le stesse cose, che devono concordare su un identico testo perchè si arrivi alla approvazione di una legge.

Non ci sfugge, peraltro, che il testo che verrà sottoposto al giudizio degli elettori non risolve tutti i problemi, e presume anzi ulteriori interventi di adeguamento dell’edificio costituzionale. Ed è auspicabile che essi prendano corpo in un contesto meno condizionato da opportunismi politici di cortissimo respiro come quelli che hanno caratterizzato negativamente l’iter parlamentare della legge di revisione costituzionale.

E’ anche per sanzionare lo sfrenato politicismo del variegato ed incoerente fronte degli oppositori, del resto, che  invitiamo gli elettori a votare Sì. Ma è soprattutto perché con questa riforma giunge ad un primo approdo un processo che avviammo noi socialisti quasi quarant'anni fa.



Andrea Ruini

Luca Zaccarelli

                                                                                                                                         

                                                                                                 Comitato dei Socialisti Modenesi per il


                                                                                                          al Referendum Costituzionale






Ultimo aggiornamento ( marted́ 02 agosto 2016 )
 
LA PAZIENZA DEI SOCIALISTI SI E' ESAURITA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
sabato 30 luglio 2016

BASTA. A Modena come a Roma la pazienza dei socialisti si è esaurita.

Sul piano politico non crediamo che la permanente altalena fra gli aut aut di SEL e le esternazioni di Dalema portino sulla strada maestra del riformismo: sul piano del governo il rapporto fra minoranza del

PD (con tutto rispetto di Speranza) e gli angioletti di CL non rafforzano di certo né l'azione né la revisione progettuale di cui si sente il bisogno per il passo in più del governo. E sul piano europeo la richiesta del Segretario – Vice Ministro Nencini ai leader socialisti europei di un summit programmatico dovrebbe avere una sponda dal Presidente del Consiglio che pure è membro della sinistra europea.

Ma il riformismo, quello vero chiede spazio e deve essere supportato in prima pagina perchè è da esso, che può partire la ripresa.

Umiltà, rapporto con la gente, esaltazione del merito, appoggio al bisogno, rigore nelle scelte cambio generazionale da cui non recedere, durezza e fermezza nella difesa dello stato di diritto, lotta contro la decadenza morale e materiale nello Stato ad ogni livello, meno conferenze e più fatti anche nella società dell'immagine caratteristiche che non albergano nell'attuale governo.

Anche a Modena questo basta! Suona limpido e tranquillo scevro di polemica ma lasciando parlare i fatti e purtroppo i comportamenti.

A parte i buoni rapporti con alcuni amministratori vige ancora nel PD (ex comunisti ed ex democristiani) una convention ad excludendum verso i socialisti sia quando vincono che quando perdono.

Nel primo caso ti ignorano, nel secondo applicano la tecnica del “Paguro Bernardo” cercando di venire ad occupare stanze non proprie.

Le elezioni amministrative appena concluse sono lì a dimostrare la teoria sovra esposta: avevamo detto che il centro sinistra ha futuro se recupera il patrimonio di idee dei socialisti riqualificando la sinistra verso il riformismo autentico. Politicamente e programmaticamente si persegue il contrario facendo della politica politicante in continuo litigio con successive mediazioni con SEL.

Sulla scuola, sulla cultura, nello sport sulla sanità, sull'urbanistica abbiamo esposto proposte e indicazioni nel merito del programma con Assessori che non hanno tempo e voglia di confrontarsi con noi, né interesse alle nostre idee nè ci coinvolgono.

La presenza nei quartieri è stata vista e organizzata fra il PD e le minoranze con il bilancino dei numeri elettorali anche se si poteva allargare a tutta la maggioranza.

Non menzioniamo la questione della nomina negli Enti che prima con bandi, poi nella ricerca verso le professioni non si è nemmeno tentato un coinvolgimento della maggioranza: comportamento legittimo, lecito e politicamente corretto, ma non perseguito.

Vige un'idea di maggioranza buona per fare il 51% e non per la gestione corretta e pluralista che servirebbe a svelenire il confronto e presentare alla città un PD pigliatutto.

Ad essere corretti val la pena di dire che criticano Renzi per fare peggio a Modena.

L'ultima azione sulla CCIA è fin troppo difficile da digerire in termini di lungimiranza politica. La colpa certamente non è del partito ma dell'insieme delle associazioni, sindacati compresei.

Questa è cecità politica, spregio delle Istituzioni e consociativismo di affari, è l'esatto contrario della novità che economia di mercato, civiltà globale reclamano.

I socialisti anche in questo caso avevano presentato proposte precise.

Bene: prendiamo atto. Ribadiamo un “basta!”che non è aventino né uscita dal campo.

La coalizione (ovunque sia) ha per noi un'altra interpretazione: è discussione, gestione e azione in cui tutti vengono chiamati a dare il contributo con incarichi pari al loro apporto politico.

Questo non c'è stato: pur tuttavia ci consideriamo responsabili perchè non è uscito il nostro puntuale ma fermo dissenso: i giornali ignorano anche nei pastoni.

Non siamo né ciechi, né sordi, né muti.

Se a settembre non avremo risposte soddisfacenti ci sentiremo liberi di prendere le iniziative politico-amministrative adeguate anche in dissenso dalla gente di centro sinistra che non considerano il nosto parere.

I fatti antichi di Serramazzoni utilizzati per eliminare i socialisti poi dimostratesi bufale; la vicenda di Finale Emilia più recente dove è stata dimostrata la nostra "classe" politica debbono far riflettere quei dirigenti PD che vogliono davvero una sinistra plurale e di governo per il paese.

Fra settembre e ottobre vedremo quali segnali verranno dati



                                                                            Paolo Cristoni


                                                                      Direzione Nazionale PSI

 
Zona Franca Urbana nella bassa modenese ed aiuto alle Banche PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
venerd́ 15 luglio 2016

Zona Franca Urbana nella bassa modenese ed aiuto alle Banche



Qualcuno si chiederà , cosa c’entra la ZFU e gli aiuti richiesti dalle Banche ? …....c’entra e come ! Nell’agosto 2015, dopo aspra battaglia, condotta da noi socialisti, da associazioni imprenditoriali e professionali, non ci credeva neanche l’apparato politico Regionale, fu istituita una Zona Franca Urbana nei territori colpiti dal terremoto del maggio 2012 e dall’alluvione del gennaio 2013.

Si fece tanta fatica per far capire a quelli della Regione ,ma anche a quelli della Commissione Europea , l’importanza del provvedimento teso a dare ossigeno e risollevare l’economia di quei territori.

Fatto il primo passo è intervenuta la burocrazia .

Nessuno ricorda che i Comuni hanno dovuto delimitare le zone franche sulla base del Codice della Strada.

Di fatto, sembra una barzelletta ma secondo qualcuno il terremoto ha colpito solo i centri storici……al di fuori la terra non si è mossa.

Che dire del mancato beneficio per il pagamento dei contributi previdenziali, previsto per le altre Zone Franche Urbane italiane e non per quella Emiliana –Romagnola.

Le Banche un grande contributo non lo hanno dato, questo lo sanno tutti ma non si dice.

Allora sconcerta, la forza, l’abnegazione, la determinazione e l’impegno di qualche forza politica per superare i paletti imposti dall’Europa relativi agli aiuti di Stato.

Vogliono far pagare al contribuente le allegre politiche del credito facile agli amici ed ora sono piene di “ sofferenze “ .

Anche a Modena abbiamo degli esempi di scuola nel sistema bancario locale ma il muro di gomma funziona a dovere !



                                                                                                             Mario Cardone

                                                                                           Segretario Provinciale PSI Modena

 
A Modena....... PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
marted́ 12 luglio 2016

 

               A Modena pericoloso aumento danaro sospetto


 

Non avevamo fatto mistero che con la ulteriore sanatoria del rientro dei capitali, pomposamente chiamato “ Voluntary Disclosure “ sarebbero arrivati, anche, capitali “sospetti “ .

Addirittura al Ministero dell’Economia si sta studiando la versione due, forse in arrivo con il pacchetto “ stabilità “

I dati provenienti dall’Unità di Informazione Finanziaria presso la Banca d’Italia , relativi all’anno 2015 dovrebbero preoccupare…..abbiamo il 14,9 % in più di provenienza sospetta, rispetto al 2014.

Se portiamo la cosa a livello modenese abbiamo 821 segnalazioni, in aumento rispetto alle 692 del 2014.

A nostro parere non sarebbe male un chiaro impegno politico alla vigilanza ed attenzione per conoscere e segnalare .




                                                                                                     Mario Cardone

                                                                                    Segretario Provinciale PSI Modena


 
Costituito il “Comitato per il Ś” PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
sabato 02 luglio 2016
 

Costituito il “Comitato per il Sì” al Referendum Costituzionale – Coordinatore il Dr. Andrea Ruini



In questi giorni si è provveduto alla costituzione presso la Federazione Provinciale del PSI di Modena del “Comitato per il Sì” alla Legge Costituzionale contenente “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero di parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”.

L’iniziativa dei socialisti modenesi, in sintonia con i deliberati del Congresso Nazionale di Salerno dello scorso aprile e delle decisioni del successivo Consiglio Nazionale, mira a prendere parte attiva alla campagna referendaria a partire della raccolta delle firme a supporto della richiesta del referendum e alla campagna di informazione e sensibilizzazione dei cittadini sui contenuti della riforma.

E’ indubbio infatti, che al di là della personalizzazione della campagna referendaria voluta dal Presidente del Consiglio, la necessità di riforme che, tra le altre cose, snelliscano il procedimento legislativo superando il bicameralismo perfetto, rafforzino l’esecutivo, trovino rimedio all’ormai paralizzante contenzioso tra lo Stato e le Regioni per il conflitto di competenze, siano elementi utili e importanti non per qualcuno ma per il Paese.

Molte di queste idee e queste proposte presenti in questa riforma sono patrimonio, non da oggi, dei socialisti italiani.

Si poteva scegliere, cosa proposta dai socialisti a più riprese, una Assemblea Costituzionale; si è scelta la via della riforma con il procedimento di revisione costituzionale proponendo la modifica di alcuni importanti punti che migliorano il funzionamento delle nostre istituzioni  senza tuttavia stravolgere i valori e i principi fondanti del nostro ordinamento costituzionale.

L’obiettivo finale, pur con questa differenziazione di opinioni, è dai socialisti condiviso così come chiaramente è stato detto negli organismi nazionali del Partito e per questo il Referendum è un’occasione da non perdere.

Il Comitato per il Sì di cui fanno parte, quale nucleo fondante, il Dr. Andrea Ruini e l’Avv. Luca Zaccarelli, in qualità di esperti della materia, e gli esponenti del Partito Socialista Orlando Giovanni Franco (Membro del Consiglio Nazionale), Paolo Cristoni (Membro della Direzione Nazionale) e Graziella Giovannini (Segreteria Provinciale), è aperto al contributo e alla partecipazione di quanti, cittadine e cittadini, sono interessati a promuovere assieme al Partito Socialista attività e iniziative a favore della riforma della Costituzione.

Il dr. Andrea Ruini è stato chiamato a svolgere le funzioni di coordinatore del Comitato.

Il Comitato, che ha eletto a propria sede la Federazione Provinciale del PSI di Modena, in Via Allegri n° 207 a Modena – Tel. 059/346217 – e-mail Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .

La Sede del Comitato è aperta dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00 tutti i giorni (compreso Sabato 2 e Domenica 3 luglio) per la raccolta delle firme.



 

Federazione Provinciale di Modena - Via Allegri n. 207 – 41124 Modena

tel e fax 059/34.62.17 – e mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

www.partitosocialista.modena.it

 
Sono rimasto molto stupito....... PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
sabato 02 luglio 2016
 

Sono rimasto molto stupito leggendo sabato sul vostro giornale l’intervento di Lanfranco Turci contro la riforma costituzionale. Turci dice la legge costituzionale gli fa pensare a una vignetta con Renzi che tiene in mano una mazza da baseball, immagino non per giocare ma per bastonare qualcuno. Ho una grande simpatia per le vignette umoristiche, ma il livello del dibattito dovrebbe essere più alto di una vignetta. Tra l’altro immaginare il segretario del PD e presidente del Consiglio come un aspirante bastonatore è una palese assurdità. Ma passiamo alle cose serie. 

Per Turci la riforma certificherebbe il “passaggio da una democrazia classica parlamentare a un regime a guida unica, un uomo solo al comando”. Falso. La riforma non modifica di una virgola il nostro sistema istituzionale, che rimane quello di una democrazia parlamentare. Non vengono modificate le norme costituzionali relative alla nomina del Presidente del Consiglio, alla composizione del governo, alla fiducia che il governo deve ricevere dal parlamento (e che il parlamento gli può togliere). Quello che cambia, ma cambia con la nuova legge elettorale non con la riforma costituzionale, è che il partito che vince le elezioni avrà in Parlamento una maggioranza che almeno teoricamente gli consente di formare un governo in grado di durare per una legislatura. E’ quello che avviene in molte democrazie europee che hanno un impianto maggioritario, compresa la Gran Bretagna. Alle ultime elezioni il partito conservatore di David Cameron ha vinto le elezioni, con il 37 per cento dei voti ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi e ga formato un governo in grado di durare i cinque anni della legislatura. Nessuno in Inghilterra si sognerebbe di parlare di “un regime a guida unica, un uomo solo al comando”.

Sbagliato anche dire che “chi vince le elezioni si prende tutto: il CSM, la Corte costituzionale e il presidente della Repubblica”. Falso. Per il presidente della Repubblica è alzato il quorum, e non potrà più essere eletto a maggioranza assoluta dei componenti il collegio, ma con una maggioranza qualificata che è superiore a quella del premio di maggioranza. Quorum di maggioranza qualificata valgono anche per le altre istituzioni di garanzia. E’ quindi falso sostenere che la maggioranza “si prende tutto”.

Sulla legge elettorale, la legittimazione democratica a governare deriva dalla vittoria al ballottaggio, non dalla quota di voti che si riceve al primo turno. Contare i voti sul totale dei cittadini aventi diritto al voto, e non sugli elettori, è insensato; perché se c’è un elevato astensionismo, questo è un problema qualunque sia il sistema elettorale impiegato. Qualunque, anche un sistema proporzionale puro.

Insensata è pure la polemica sui candidati che vengono eletti perché inseriti come capilista, e non eletti con le preferenze. Insensata perché nelle principali democrazie europee si vota o con i collegi uninominali o con liste bloccate senza preferenze. In entrambi i casi i candidati vengono tutti designati dal partito che li candida. E’ avvenuto anche in Italia dal 1993 al 2005, con le legge elettorale Mattarella, che prevedeva una quota di parlamentari eletti nei collegi uninominali e una quota eletta con liste bloccate. Dire che un sistema è democratico solo se il 100 per cento dei parlamentari è eletto con le preferenze, di cui sono note le degenerazioni per non dire di peggio, è quindi fuori dalla realtà.

Infine, non può mancare nel ragionamento di Turci una argomentazione di tipo terroristico: “che succederebbe se le elezioni le vincesse Salvini, sareste sereni?”. Una argomentazione da respingere. Se gli italiani volessero essere governati da Salvini, e dessero a lui e al suo partito la vittoria alle elezioni, trovo perfettamente democratico che avesse la possibilità di governare, in un quadro in cui le regole istituzionali, i pesi e i contrappesi, le istituzioni di garanzia e il bilanciamento dei poteri rimangono elementi vivi e operanti. In Francia, che ha un sistema semipresidenziale, tra un anno potremmo ritrovarci marine Le Pen alla presidenza della repubblica o come primo ministro. E nessun francese pensa alla modifica del loro sistema istituzionale al solo scopo di impedirne la vittoria. E così dovremmo ragionare anche noi.

Andrea Ruini


 
Non siamo soddisfatti : dare maggiore....... PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
luned́ 27 giugno 2016

Non siamo soddisfatti : dare maggiore impulso alla lotta alla evasione fiscale


Come tutti gli anni , abbiamo aspettato il giudizio di parificazione del bilancio dello Stato da parte della Corte dei Conti, per dare il nostro parere politico sui risultati della lotta alla evasione ed elusione fiscale.

Un primo dato ci preoccupa , già da noi messo in conto in tempi non sospetti ma sottovalutato da osservatori distratti, la sofferenza della struttura organizzativa dell’Agenzia delle Entrate, ancora in mezzo al guado.

Abbiamo, attraverso una interrogazione al Ministro dell’Economia a firma dell’O.nle Pastorelli, chiesto le motivazioni circa la chiusura/ridimensionamento di importanti uffici periferici dell’Agenzia delle Entrate.

La chiusura interessa Distretti Industriali importanti, abbiamo citato quelli modenesi ( Carpi, Mirandola,Sassuolo).

Siamo ancora convinti che la presenza dell’Agenzia e della G.d.F.,sul territorio è garanzia di attenzione e conoscenza, ma la risposta del Sig. Ministro non è ancora arrivata, ma sono arrivati i risultati non certo soddisfacenti .

Aspettiamo anche l’annunciata riforma Madia, che ritarda, circa la ipotesi di accorpamento alla Presidenza del Consiglio delle competenze dell’Agenzia, fatto, da noi considerato politicamente importante per una necessaria svolta di chiarezza nelle competenze a garanzia dei contribuenti e dei lavoratori del comparto.

Per misurare l’efficacia e l’efficienza dei risultati della lotta alla evasione fiscale siamo abituati a guardare diversi parametri compreso l’incasso e la sua formazione . .

Da accertamenti sostanziali , che sono quelli supportati da attività istruttoria interna ed esterna, si sono incassati circa 7,4 mld di euro e da controlli formali circa 356 mln di euro…..qualcosa in meno rispetto all’anno 2014.

Sono calati , dal punto di vista quantitativo, gli accertamenti sostanziali e se ,addirittura, andiamo a scindere gli accertamenti cosiddetti automatizzati ( prodotti provenienti dal sistema centrale, a tavolino e senza attività istruttoria ) il calo diventa importante.

Su una evasione stimata di circa 150 mld di euro il recupero di circa 7,4 mld , pari a circa il 5 % non è una performance da andare fieri.

La gente si chiede : ma l’anno scorso, il Ministro dell’Economia ha detto che ha incassato circa 14 mld di euro dalla lotta alla evasione .

Certamente l’incasso è quello ma la differenza di circa 6,5 mld è dovuta alla liquidazione delle dichiarazioni…..roba dichiarata dai contribuenti, forse con qualche irregolarità formale..

Qualche notizia buona non guasta…..spicca la drastica diminuzione degli accertamenti da studi di settore, ben il 33,6 % in meno.

Lo diciamo da anni, gli studi di settore non servono a niente e vanno cancellati dalla normativa fiscale.

Un ultima cosa che dovrebbe far riflettere la politica è la drastica diminuzione quanti/qualitativa della collaborazione tra Comuni ed Agenzia delle Entrate.

Fin quando il frutto della collaborazione era rappresentato dalla devoluzione al Comune dell’incasso della maggiore imposta accertata e dalla disponibilità alla collaborazione al buon risultato, le cose sono andate bene,ma quando la parte di competenza al Comune è stata ridotta al 55 % dell’incassato ed i meccanismi burocratici divaricati, il tutto si è inceppato.

Appare chiaro che la collaborazione va rilanciata ,innanzitutto con l’incentivazione al 100 % dell’incassato , a cominciare dalla Legge di Stabilità 2017, eliminando innanzitutto gli impedimenti burocratici e perché no, ripensare ai Consigli Tributari, accantonati frettolosamente qualche anno fa.


                                                                                                            Mario Cardone

                                                                                         Segretario Provinciale PSI Modena



 
Sciogliere gli organi della Camera di Commercio di Modena PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
gioved́ 09 giugno 2016
 

Sciogliere gli organi della Camera di Commercio di Modena


Sottotraccia, da qualche tempo, a Modena si parlava della gestione della Camera di Commercio.

A noi ed a tante altre realtà politiche, economiche ed associative , non faceva certamente piacere sentire certe cose in una città, fino ad ieri, considerata dinamica e di chiara osservanza Istituzionale.

L’attacco al management della Camera di Commercio fino ad ieri preservato da equilibri tenuti a forza di iniezioni di aiuti e di coperture è saltato ed i risultati si stanno vedendo proprio in un momento delicato della economia locale.

Stare zitti si diventa corresponsabili.

Noi socialisti modenesi non abbiamo interessi da salvaguardare in quando da sempre non abbiamo partecipato ne direttamente ne indirettamente al banchetto e nemmeno a guerra tra bande.

L’altro giorno a proposito della timida discussione sul TTIP USA-UE abbiamo sollecitato un parere vista la posizione dell’economia modenese , in particolare sui prodotti enogastronomici, a detta di esperti, fortemente in pericolo….ma non abbiamo saputo niente, troppo impegnati in altre faccende.

E’ vero che c’è da mettere a regime la riforma delle Camere di Commercio prevista dalla legge 124/2015 ma che il Governo dovrebbe rivedere visto che sono inaccettabili tagli lineari e tagli di competenze.

C’è un accertato buco di bilancio che la gente non ha capito da dove viene ;

C’è una interrogazione di una forza politica in Regione sul buco di bilancio e sulla conduzione della Istituzione;

C’è una preoccupazione delle Camere di Commercio della parte emiliana sul default di Modena e sulle incerte collaborazioni prospettiche ..

Insistere facendo finta di niente ed alimentare appetiti e guerre tra soggetti associativi spalleggiati dalla politica istituzionale non è una buona cosa.

Noi socialisti auspichiamo che prevalga il buon senso e che si proceda immediatamente allo scioglimento del Consiglio Camerale rinviando ai poteri del MISE la nomina di un Commissario ad acta che oltre a gestire l’ordinaria amministrazione, faccia sapere alla città produttiva le cose che hanno inceppato la funzionalità della Istituzione e prepari la elezione del nuovo Consiglio.

 


                                                                                                        Segreteria Provinciale PSI





Federazione Provinciale di Modena - Via Allegri n. 207 – 41124 Modena

tel e fax 059/34.62.17 – e mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

www.partitosocialista.modena.it

 
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