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LE RAGIONI DEL NO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
lunedì 14 settembre 2020


 REFERENDUM COSTITUZIONALE

del 20 e 21 Settembre 2020



MARTEDI' 15 SETTEMBRE

alle ore 18,30

presso Teatro “Guiglia”

Via Rismondo n. 73 - Modena



SPIEGANO LE RAGIONI DEL NO


Prof. Elio TAVILLA

Docente UNIMORE


Sergio PIZZOLANTE

già Parlamentare – Imprenditore


Paolo BALLESTRAZZI

Partito Repubblicano Italiano


Paolo CRISTONI

Partito Socialista Italiano


La cittadinanza è invitata a intervenire e a partecipare al dibattito

 



cip in proprio

Ultimo aggiornamento ( lunedì 14 settembre 2020 )
 
REFERENDUM COSTITUZIONALE - LE RAGIONI DEL NO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
sabato 12 settembre 2020

Referendum Costituzionale del 20 e 21 Settembre: Le ragioni del NO



L'appuntamento del Referendum confermativo della legge di modifica costituzionale per la riduzione dei rappresentanti del Popolo nel nostro Parlamento è ormai alle porte.

A differenza di quanto si poteva immaginare solo pochi mesi fa, nonostante l'imperante propaganda dell'antipolitica che da anni e dell'antiparlametarismo che da anni inquina la nostra democrazia, lentamente ma con forza sempre crescente si sta facendo strada la voce di chi non ha intenzione di i alla moda dell'antipolitica e di rinunciare alla difesa delle istituzioni rappresentative.

Oggi più che mai occorre utilizzare un linguaggio di verità che informi correttamente e senza propaganda sulle insidie di una riduzione della rappresentanza nelle istituzioni spiegando con chiarezza le RAGIONI DEL NO ai cittadini che sono chiamati ad esprimersi tra pochi giorni.

Spiegano queste ragioni del NO, Martedi 15 Settembre alle ore 18,30 presso il Teatro “Guiglia” (Via Rismondo 73 a Modena) rappresentanti del mondo associativo, culturale, politico che, assieme al Comitato del NO al “taglio” del Parlamento stanno promuovendo incontri e confronti con i cittadini nel nostro territorio ma anche in giro perla il nostro Paese.

L'iniziativa vedrà la presenza del Prof.Elio Tavilla, Docente universitario, dell'imprenditore Sergio Pizzolante, già Deputato al Parlamento Italiano, del Presidente Regionale del Partito Repubblicano, Paolo Ballestrazzi e di Paolo Cristoni, già Deputato socialista al Parlamento Italiano e rappresentante socialista a livello locale e nazionale.

E' l'occasione per un confronto con quanti, tra i cittadini, vogliono saperne di più su questa presunta grande riforma costituzionale.



                                                                                                                          Ufficio Stampa PSI

                                                                                                              per il Comitato per il NO di Modena


 
C'ERA DESIDERIO DI CAMBIAMENTO...... PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
venerdì 28 agosto 2020

C'era desiderio di cambiamento, dopo le vicissitudini giudiziarie di quegli anni post terremoto, che avevano indagato sull'allora Amministrazione al governo di Finale Emilia, che questo territorio si è spostato a destra, politicamente parlando, dando fiducia ad un programma di rinnovamento che in realtà è rimasto tale solo nei proclami in esso contenuti.

E' stato semplice, come raccontare le favole ai bambini per ingannarli o raccontarle ai grandi per consolarli; ma poi, giunge per tutti, anche per quei vincitori, il tempo di “tirare le somme” per elencare i risultati raggiunti, e scoprire che dopo quattro anni, altre indagini giudiziarie fanno focus su questa attuale Amministrazione del rinnovamento e che dei risultati non ce ne sono.

La ricostruzione è totalmente ferma, ma roboantemente sostenuta da rassicuranti “poesie” del primo cittadino, che è cosa fatta. Non c'è ancora una visione della “Finale che vorrei” e si amministra giorno per giorno, l'incapacità del non fare nulla, con il tormentone che è colpa di chi c'era prime se stiamo ancora sistemando le disfatte delle precedenti Amministrazioni.

E mentre i finalesi si interrogano sul rinnovamento, Finale, è in piena decadenza: manutenzioni inesistenti del patrimonio comunale; un importante ponte chiuso, cimiteri al degrado e tuttora assenza di una adeguata camera del commiato; Teatro, Palazzo Comunale, monumenti ed edifici pubblici, in attesa di attenzioni, incluso i semplice sfalcio d'erba che regolarmente cresce in questi siti, unico elemento di vitalità rimasta.

Strutture per lo sport, dal palazzetto alle palestre alla piscina esterna, ammirabili solo da bozzetti sui cartelli della ricostruzione, affissi e opacizzati dal tempo. Eppure Finale, dispone di 50 milioni di Euro, milione più o milione meno considerando che alcuni sono già stati persi la mancata progettazione o incoerente progettazione ai fini dei fondi resi disponibili, oltre al milioncino e rotti di Euro, speso per consulenze esterne.

Tutto questo, non è possibile definirlo semplice ritardo da burocrazia, in quanto gli “effetti collaterali”, di difficile quantificazione, ci sono tutti, e tutti in sequenza esponenziale: un centro storico che da illuminato da esercizi commerciali è spento dalle saracinesche chiuse, con nessun supporto di questa Amministrazione alla rivitalizzazione, se non con un fantasioso progetto riqualificazione di una piazza, cui non ci è dato conoscere come sarà.

Sviluppo del territorio, politiche a sostegno dell'economia, attrattività produttiva a promozione del lavoro, sono parole vuote di significato, la tanto cavalcata battaglia sulla sostenibilità ambientale, dalla mega discarica, alle aziende impattanti, agli allevamenti, tutto tace senza proposte di mediazione a ciò che ormai è deciso.

Finale si interroga, mentre questa Amministrazione chiede ulteriore atto di fiducia, ma nel frattempo, quattro anni sono trascorsi, dopo 1300 giorni, cioè minimo 10.400 ore attive di gestione, quelle promesse di rinnovamento sono ancora in lista di attesa.

Davanti a questa catastrofica gestione della “cosa pubblica” non si può tacere.

Ma non basta denunciare tutto quanto è già sotto gli occhi di tutti: è necessario una forte ripresa di un'azione politica seria da parte delle forze sane del paese per riportare a Finale un buon governo e una buona Amministrazione di cui i finalesi hanno diritto.

Finale Emilia e i suoi cittadini non meritano questo declino che non è e non può essere irreversibile: c'è la possibilità di agire e di cambiare.

Come socialisti ci impegniamo a farlo con quanti hanno voglia di ripartire.


                                                                                                     Segreteria Provinciale PSI

 
Lettera al Direttore "La Pressa" PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
venerdì 21 agosto 2020

Caro direttore,quando ho definito privatamente il tuo articolo"omelia" sul richiamo alla correttezza nella politica e auspicando la nascita di una alternativa democratica a Modena,sai che non volevo ne offendere il tuo spirito ne biasimare la tua idea.

Infatti, cerco di spiegare il mio pensiero anche se non sempre in linea con te. Parto da una premessa di valore che permea e seduce ogni tentativo che non sia tragico o rivoluzionario. A Modena,ma credo in Italia,il popolo vive sotto un cielo pieno di buone intenzioni e di principi di un cattolicesimo reclamato e vissuto da pochi. Infatti, sotto la pelle si nascondono cattiveria e la cupidigia con intenso desiderio di offendere,marginalizzare,possibilmente distruggere. E pensare che ormai vanno tutti in chiesa:Non faccio nomi ,ma si incontra l'intero arco costituzionale e oltre non solo alle manifestazioni. Tutto bene,ma occorre capire:È vera adesione.?

Sotto questa volta si muovono donne e uomini protetti o confessati da preti più o meno influenti. Poi li trovi su le posizioni più strambe

Sai dirmi se trovi fra i più coraggiosi e i meno una differenza di trattamento dell'avversario o se sui singoli temi qualcuno che non offenda o cerchi dialogo? PER non parlare della conseguenza dell'essere religioso o laico su i problemi fondamentali :immigrati,giustizia,sanità, lavoro e diritti quali sono le declinazioni in linea col papà o con Salvini, Meloni,Zingaretti. O Nencini,rappresentante minore.

Perciò,e' necessario per onorare il tuo articolo affondare nel magma della società modenese senza illudersi,ma anche senza demordere .

Negli anni post liberazione l'unico vero tentativo di far uscire dalla cortina di ferro il sistema politico è stato Modena a Colori.

Un tentativo rivoluzionario, capitanato da un sorta di risorgimento modenese di chi chiara ispirazione democratica,con alla base repubblicani,socialisti,liberali donne e uomini delle aziende e delle professioni già esperti e presentabili ai cittadini capaci di amministrare e di garantire l'alternanza.

Altro che seguaci di comici,leghisti,o fascisti travestiti. Con tutto il rispetto per le idee.

Quel movimento passato all' interno della società vera,associazioni e sindacati prendeva le mosse da una battaglia,quella del referendum,in cui la parte più moderna aveva avuto il coraggio di schierarsi,di votare e di attendere il verdetto degli italiani.

In un prossimo articolo farò i nomi e i cognomi dei protagonisti che avevano e hanno i cromosomi democratici intatti ,politicamente e socialmente senza bisogno di cambiar bandiera:tranne qualcuno transitato nel Pd o deragliato in posizione populista-in termini di vocabolario politico.

Gli avvenimenti politici succedutesi ci portano alla esasperazione ,alla ribellione,all' 'attuale attacco alla costituzione ,alla farsa della ricerca di una più che naturale ricerca di alternanza senza la garanzia di partiti e movimenti in grado di rispettare le regole.

Destra e sinistra hanno un significato profondo:questo non si discute. Chi e' di sinistra lo deve dimostrare come chi e' di destra senza spaventare .

A Modena siamo in arretrato. I sommovimenti personali vengono rappresentati come politici. La festa dell'unità e'il segno di questo brodo di giuggiole.

Va bene cercare nuove forme di aggregazione,ma più che guerra-aspro confronto di idee- mi sembra un brancolare nel buio senza che un Bertoldo dica al re che fra il latte e la luce,e' proprio la luce che manca.

Se sarà possibile,caro direttore una prossima volta metteremo le mani nel sacco politiche

di questa nostra provincia in cui non a caso abbiamo bisogno di novità e di nobiltà che ci sono e vanno costrette a presentarsi senza paura, parte di quella piccola truppa di socialisti che il 14 agosto ha compiuto 128 anni di vita. Ed e' convinto più che mai della militanza.


                                                                                                                    Paolo Cristoni,

 
DUE AGOSTO 1980 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
lunedì 03 agosto 2020

Il due Agosto 1980 ero a Bologna.

Gli uffici del partito socialista regionale erano in via Liberazione sei. La stazione delle ferrovie distava cinquecento metri. Parcheggiata la macchina faccio scendere i miei piccoli, uno otto anni e l'altra cinque che mi accompagnano. Era sabato e venivano in ufficio a giocare coi timbri e a far disegni sul retro della carta usata mentre io sfruttavo la libertà per leggere e fare qualche telefonata aiutato dalla segreteria.

Erano le dieci del mattino. Il tempo di salire , salutare, sistemare i ragazzi con Maurizia e recarmi in ufficio che terribile deflagrazione squarcio la quiete degli uffici.

Un istante tremendo fra paura e incredulità, tranquillizzati i ragazzi Maurizia chiama i Carabinieri per sapere.

E' successo un gravissimo scoppio alla stazione centrale.

Decido di andare, Correndo percorro i primi duecento metri fino a piazza dell'unita. La grande nuvola di polvere, le prime sirene e il rumoreggiare dei soccorritori fra quelli rimasti vivi e le urla dei feriti.

Il resto del cammino fino al ponte e poi la discesa verso il disastro, l'ecatombe, l'inferno che non dava spazio al dolore. Come inebetito di fronte alla ecatombe.

Nato dopo la guerra vivevo dei racconti e dei documenti sui disastri delle guerre. Oggi mi sentii paralizzato.

Incredulità, senso della impotenza che subito facevano emergere solo volontà di aiutare.

La rabbia arriva dopo. Autobus 21, vigili del fuoco, forze dell'ordine, una città violentata che accorre a dare il suo aiuto.

Dal ponte ritorno in ufficio, I ragazzi mi chiedono della polvere. Non c'è voglia di parlare. Dico di far telefonate. Avviso le Federazioni. Il mio grande amico Prof. Piro, mi aiuta a compilare il testo del manifesto al Comune di Bologna: il vice sindaco Gabriele Gherardi è alla stazione. Fra le lacrime la segretaria mi dice che non riescono a rintracciare Zangheri già in ferie e non c'è animo per altre parole. Ancora non si formata la rabbiosa risposta della città violentata.

Poi man mano cresce la rabbia, ma si pensa ai morti e ai feriti. Partiti, sindacati, associazioni,cultura, informazione fanno fermentare la risposta, soprattutto la domanda che tutti aspettano: perchè Bologna?

Affiora, ma non c'è risposta.

Ancora le risposte concrete mancano. E tarderanno. Ma la città si organizza e risorge.

Allora un grande presidente venne e la con la mano destra su una bara, senza parlare indicò al popolo di non disperare.

Oggi il secondo presidente, Mattarella con nelle carni lo strazio di un fratello ucciso e col cuore da grande italiano sfida il covid e viene a dire ai famigliari dei morti, alla città e alla nazione che nessuno ferma la ricerca dei mandanti.

Con Pertini, allora e con Mattarella ora il popolo, le democrazie sono salde anche se il lavoro non si può fermare e la ricerca delle risposte deve essere ferma, serena, da non lasciar dubbi.

Nel cuore il ricordo, nella mente il principio della lotta permanente per verità e giustizia, negli affetti di quei bambini, oggi adulti e attivi, che hanno avuto dal racconto e dal rumore della bomba la sensazione incancellabile dei delinquenti che col massacro volevano spaventare e nel racconto che allora il padre fece oggi ricordano. Il popolo che soffre, lavora, non scappa di fronte ai pericoli oggi, come ieri e come domani mantiene saldi i principi della democrazia.

Non c'è spazio perchè violenza, sopraffazione possono farci tornare indietro. Ne sono, ne siamo certi.


                                                                                                           Paolo Cristoni

                                                                                        già deputato e membro Direzione PSI

 
I SOCIALISTI E I REPUBBLICANI CON LA LISTA “VIGNOLA CAMBIA” PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
martedì 28 luglio 2020

I SOCIALISTI E I REPUBBLICANI CON LA LISTA “VIGNOLA CAMBIA” NELLE PROSSIME ELEZIONI AMMINISTRATIVE DI VIGNOLA


Le elezioni amministrative per il rinnovo del Consiglio comunale e per l'elezione del Sindaco della Città di Vignola sono un appuntamento importante non solo per Vignola, ma per la realtà politica modenese nel suo complesso.

Dopo le ultime elezioni regionali che hanno visto la vittoria delle forze politiche a sostegno del Presidente Stefano Bonaccini e la sconfitta di una destra, capeggiata dalla Lega di Salvini, che pensava di poter riportare una storica vittoria in queste terre, è importante riconquistare il terreno perso anche in alcune realtà dove il centrodestra è riuscito di recente ad avere successo e dove il rischio di ulteriori affermazioni sono ancora presenti.

Da Vignola può e deve partire una nuova stagione che consenta alle forze del centrosinistra di riconquistare la fiducia dei cittadini e di affermare la necessità di una buona amministrazione della cosa pubblica in un momento in cui, anche per la grave crisi causata dalle vicende della pandemia da coronavirus, è necessario raccogliere le forze e ripartire per il bene politico, economico e sociale delle comunità e dei territori modenesi.

La scelta della Lista Civica “Vignola Cambia” di sostenere la candidatura di Emilia Muratori per la riconquista del governo di Vignola assieme alle forze del centrosinistra è un segnale importante che va nella giusta direzione: unire in un'alleanza coerente e coesa l'esigenza di un cambiamento espresso in questi anni da esperienze civiche importanti come quella della Lista “Vignola Cambia”con la necessità di avvalersi della competenza e capacità di governo delle forze del centrosinistra in un momento di particolare difficoltà.

A Vignola (come in altre realtà) è possibile, a partire da queste elezioni, creare le condizioni per l'affermarsi di un centrosinistra plurale, capace di dialogare con le forze civiche e politiche presenti nella società, senza presunzione o velleità di autosufficienza, ma invece con una feconda capacità di ascolto e dialogo con le forze e le esperienze presenti sul territorio.

Il Partito Socialista e il Partito Repubblicano di Modena, da alcuni mesi uniti per rilanciare i valori di partecipazione, di buon governo e di rinnovamento della politica locale nel segno del recupero dei valori risorgimentali del nostro Paese, ritengono che l'esperienza di Vignola possa essere da questo punto di vista un'occasione assolutamente decisiva.

In queste ultime settimane ci sono stati incontri con la lista “Vignola Cambia” e il suo rappresentante Mauro Smeraldi, e si è giunti alla convinzione, da tutti condivisa, che i socialisti e i repubblicani possono dare un loro contributo al centrosinistra e alla elezione della candidata Emilia Muratori.

Lo faranno promuovendo nell'ambito della coalizione e della lista civica guidata da Mauro Smeraldi, le loro idee e i loro programmi e candidando, uomini e donne di Vignola, vicini all'area laica, socialista e repubblicana, disponibili a portare in questa lista e per Vignola le idee, i valori e l'esperienza dei socialisti e dei repubblicani modenesi.



 
Segreterie PSI - PRI PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
giovedì 25 giugno 2020


Le Segreterie Provinciali di PSI e PRI riunitesi per esaminare la situazione politica nazionale e locale, pur prendendo atto che persistono diverse valutazioni sul piano nazionale, confermano la volontà di proseguire insieme nella ricerca della costruzione di un'alleanza che faccia riferimento alle ultime regionali in occasione delle elezioni amministrative del comune di Vignola.

Ricordano che la politica è fatta di idee di coinvolgimento e non di esclusioni.

Le Segreterie Provinciali di PSI e PRI approveranno il programma elettorale predisposto dalle organizzazioni territoriali al fine di costruire una proposta politica più ampia riferita soprattutto dalla necessità che il Paese ha, stante la presente crisi, imboccare realmente la strada del riformismo.


 


                                 Segreterie Provinciali PSI e PRI



Modena, 23 Giugno 2020



 
QUOUSQUE TANDEM ABUTERE? PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
venerdì 05 giugno 2020

QUOUSQUE TANDEM ABUTERE?

A volte non è sufficiente limitarsi a condividere: oltre a condividere, occorre anche sottolineare, confermare e rafforzare quanto è stato detto.E’ il caso di quanto ha detto e scritto il Presidente dell’ANPI Lucio Ferrari a proposito della commemorazione dei morti della cosiddetta “corriera fantasma” fatta da rappresentanti delle istituzioni locali di Mirandola e Finale Emilia a San Possidonio la scorsa settimana e a cui la stampa locale ha dato un certo risalto.

Il richiamo che il Presidente Ferrari fa alle parole del socialista Vittorio Foa nei confronti del fascista Giorgio Pisanò ci sembra non solo appropriato, ma assolutamente pertinente e fondamentale per dare il giusto significato non solo alle scelte di campo che alcuni fecero in quegli anni, ma anche ai fatti che da quelle scelte sono poi derivati.

Non è stato indifferente né può essere oggi e in futuro indifferente essere dalla parte delle libere istituzioni democratiche rispetto alla scelta di essere dalla parte del totalitarismo e della dittatura di qualsiasi tipo o colore.

In questi tempi in cui soffiano forti i venti del populismo e del sovranismo, in cui troppo spesso ed impunemente si mistificano i fatti e si usa la propaganda per rievocare presunti tempi “eroici” e per fare proselitismo, bisogna imparare a non tacere e a non far passare in silenzio chi metodicamente si adopera per rileggere a proprio uso e consumo le vicende storiche.

Diciamo questo da socialisti e da militanti di una parte politica che in epoca fascista (pensiamo, una per tutti, alla figura di Giacomo Matteotti) hanno contato e continuato a contare per lunghi anni tra le proprie fila le vittime del sopruso, dell’arroganza e della violenza.

Mettere sullo stesso piano storie e ricorrenze diverse non aiuta né a fare eventualmente giustizia di fatti accaduti nel passato né a rafforzare le istituzioni libere e democratiche nel presente né a preservarle da rischi per il futuro.

Quando poi queste “operazioni” vengono promosse e gestite da rappresentanti delle Istituzioni con tanto di fascia tricolore è giusto prendere cappello e stigmatizzare questi comportamenti.

Fino a quando tutti questi interessati paladini del passato abuseranno della pazienza e della tolleranza di quanti chiedono non di dimenticare, ma di non travisare e piegare la storia alle proprie convenienze?Bene ha fatto il Presidente Ferrari a dirlo con forza e a marcare la differenza di valori tra chi combatté per la restituzione della libertà e della democrazia nel nostro Paese e chi invece fece una scelta diversa.

Noi, come socialisti, antifascisti, democratici e repubblicani, siamo con lui con convinzione.