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SEGRETERIA REGIONALE PSI PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
lunedý 18 gennaio 2021


 

Sabato 16 gennaio alle ore 10, la segreteria del PSI dell'Emilia-Romagna, riunitasi online nel concordare con le valutazioni del documento congiunto Maraio-Nencini si augura, per il bene del Paese, che venga scongiurato il pericolo di elezioni anticipate e che venga al più presto costituito un nuovo governo nell'ambito dei confini dell'attuale coalizione.


La Segreteria del PSI dell'Emilia-Romagna ritiene che tale esecutivo debba, non solo sovrintendere al meglio la campagna di vaccinazione di massa, la gestione dei fondi del Recovery, le più ingenti risorse che abbiano mai interessato il nostro Paese ma anche abbandonare posizioni ideologicamente contrarie all'utilizzo del MES.


Dobbiamo passare dalla fase dell'emergenza a quella della rinascita. Per questo serve un governo forte e autorevole e non un esecutivo che raccolga qualche voto di Senatori singoli in occasione del voto di fiducia al Senato. Un governo del genere non avrebbe infatti né capacità di tenuta né rappresentanza sufficiente e finirebbe per aprire presto la strada a una nuova crisi e ad elezioni anticipate.


La strada maestra sarebbe quella di un governo di unità nazionale se vi fosse in Italia una destra moderata ed europeista, non essendoci tali condizioni, occorre ricostruire la maggioranza partendo dalle attuali forze politiche, consapevoli che in gioco c'e' il destino del nostro Paese.


Il PSI dell'Emilia-Romagna accoglie invece l'invito autorevole del Presidente Mattarella a operare come costruttori, perchè l'Italia non si pieghi al rischio dell'ingovernabilità nel momento più critico della sua storia.



Segreteria Regionale

PSI Emilia-Romagna

 
Linguaggio della politica attuale PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
mercoledý 13 gennaio 2021

Linguaggio della politica attuale

Un oceano di sostantivi (spesso anche offensivi) e di aggettivi qualificativi si sono riversati

nella politica degli ultimi anni . In particolare , da parte della opposizione al Conte 2° , sem-

bra esservi una gara tra i vari intervistati e comunque attenti all’utilizzo di vocaboli diversi

da quelli utilizzati dagli altri .

Mi ha colpito il recente uso del vocabolo SCONCERTANTE rivolto al governo dal capo della

Lega Matteo Salvini poiché ad Esso ed al Partito che guida è di certo un aggettivo adeguato

alla luce dei fatti trascorsi e recenti vissuti dai medesimi. Ne cito alcuni .

  • Il capo BOSSI si sfogava ( anche in Parlamento ) nelle piazze ad usare i “teron “ e

“Padania”ed é Sconcertante non sentirne più parlare pubblicamente ; Il “nuovo” Partito che era nato come

“Lega Nord per L’indipendenza della Padania” (febbraio 1997) dal 2017 è solo “NORD”(!?) ma,

volendo “pescare” anche nel centro-sud , scompare anch’esso sostituito dal nome del capo !

In futuro si vedrà (?). Cultura ,Storia, Principi, Esperienza , … non hanno più importanza ; Sinistra,

Destra …. Non hanno più importanza , si decide “al momento” e si cambia quando serve per otte-

nere più voti ; questa appare essere la attuale logica del “fare politica”, purtroppo e Sconcertante.

  • Salvini inizia la attività politica come “COMUNISTA per la Padania” !?!? ; oggi è il leader della

Destra con l’uso (se serve) di vocaboli estremisti, di atteggiamenti religiosi , di accentuato Populismo.

Veramente Sconcertante o no !?

  • La Lega ha “nascosto”(!?) 48 milioni di euro … una cifra Sconcertante (altro che tangentopoli)

ed è pure Sconcertante che la Magistratura ne abbia sentenziato il rimborso a rate per decenni (!?).

  • La Lega per anni ha occupato ruoli importanti nei Governi ; il capo BOSSI è stato più volte

Ministro per le Riforme ; è Sconcertante che nessuno se ne sia accorto …!

  • Alle elezioni politiche 2018 la Lega si aggrega (programma comune) con “Fratelli d’Italia” e

con “Forza Italia”; subito dopo costituisce un governo (senza i colleghi ..) con il M5S , sconcertante !

Salvini dopo un anno fa cadere il governo ma dopo 48h (due giorni !?) propone al M5S di governare

ancora insieme ma cambiando il Presidente del Consiglio !? Quindi l’alleanza era “positiva” ma c’era

solo da cambiare Conte ??! Sconcertante o no !?

                                                                                                                  Mauro Veronesi

                                                                                                             Direttivo Provinciale PSI



 
QUALUNQUISMO POLITICO........ PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
lunedý 04 gennaio 2021

QUALUNQUISMO Politico – Partitico: BASTA!

Nel settembre 2019 scrissi una nota giornalistica dal titolo : SOCIALISMO , vocabolo disperso .

In una interessante lettura di questo periodo “ da carcerato “ leggendo poesie di noti poeti non

Italiani , mi ha colpito una riflessione breve ma ricca di significato collegandola alla nota citata.

Il più famoso poeta portoghese Fernando Pessoa ha scritto : “… Morire è solo non essere visti …”

La immane ipocrisia della politica attiva italiana , in particolare e colpevolmente della Sinistra , è

l’abbandono strumentale del vocabolo SOCIALISMO . Usare tale vocabolo da parte di neo o ex Co-

munisti e pure da parte di ex Socialisti massimalisti entrambi ben consci che “aveva ragione Saragat”,

è “fuori moda”, è ritenuto non utile nel periodo attuale in cui la Cultura ed i riferimenti Storici sono

totalmente assenti nei rappresentanti del popolo e nei responsabili di partito.

Il vocabolo “Socialdemocratico”, utilizzato nel 1894 da Nikolaj Lenin nel suo lavoro “ Che cosa sono gli

amici del popolo e come lottano contro i Socialdemocratici “ e dai Bolscevichi ( che trasformarono il “Par-

tito operaio socialdemocratico” , nel 1918 , in “Partito comunista russo “) , si è dimostrato ,nel secolo

scorso e nel mondo, quello giusto ideologicamente .

Eminenti politici Comunisti italiani e non solo , prima di morire , ebbero il coraggio umano ed intellettuale

di riconoscere l’errore commesso ; pure molti compagni Socialisti , in particolare Pietro Nenni , riconobbero

l’ errore del legame con il PCI attivandone un “odio” viscerale e non solo. Nel quarantesimo anniversa-

rio della morte di Pietro Nenni (1/1/80) nessuna iniziativa di commemorazione è stata promossa da

autorità politiche o Istituzionali o giornalistiche ( che nel marzo scorso commemorando l’assassinio di

W.Tobagi hanno “dimenticato” di dire che era Socialista e proveniente dall’ Avanti ) ; ritengo scandaloso

che in una Italia ricca di viali , strade , giardini… in ricordo di Lenin e Stalin , a Faenza , città di nascita di

Nenni , vi sia stata una lotta politica e non solo per intitolare “qualcosa” a Pietro Nenni !!?

E’ giusto anche ricordare (ed insegnare) che il vocabolo “Riformista” era un dispregiativo utilizzato dai

Comunisti nei confronti dei Socialisti Democratici nelle piazze e nelle Istituzioni ( vedi Verbali del Consiglio

Provinciale di Modena anni 70 e 80 ).

La Democrazia permette anche a chi ha avuto torto idealmente e politicamente (No Europa , No Nato ,

No … vedi voti Comunisti nel Parlamento ) di sopravvivere , fregiarsi poi di tali scelte venendo magari

anche premiati dagli elettori . Un “destino cinico e baro” ebbe a dichiarare Giuseppe Saragat .

In molti Stati , europei e di altri continenti, il vocabolo ed i partiti Socialisti permangono , l’Internazionale

Socialista (democratica) permane ; in alcuni sono al governo , nel Parlamento Europeo il Gruppo Socialista

Esiste dalla nascita (1952) ed oggi rappresenta (elezioni del 2019) il secondo gruppo politico con 154 seggi.

Penso sia giunto il momento di “denunciare” l’attuale politica priva di Culture di Riferimento, priva di

Collegamenti intellettuali e politici rilevanti , con attività giornaliere prive di un minimo di coerenza abituan-

do così gli elettori al qualunquismo politico continuo ( vedere la storia della Lega dei “terroni”, della Pada-

nia, del Ministero delle Riforme (?) con il capo Bossi per quasi un decennio, poi nel centrodestra alle elezioni

ma facendo poi il governo con i 5stelle,lo rompe e dopo 48 ore lo ripropone cambiando però il Presidente

Conte, … eppure prende voti ovunque ! non di certo il mio).

Basta “liste civiche” con tattiche inventate al momento e componenti “del momento” che poi alle elezioni

Regionali e Nazionali votano in modo differenziato . La lista elettorale con il simbolo del Partito responsabi-

lizza i candidati , contribuisce ad una chiarezza politica e culturale dell’elettorato e combatte il qualunque-

smo ormai dilagante e facilmente strumentalizzato .

Riprendendo Pessoa , noi “non siamo visti da anni ma non siamo morti” ; se partecipiamo alle elezioni

facciamolo (anche) con il nostro simbolo .


                                                                                                           Mauro Veronesi

                                                                                                        Direttivo Prov.le PSI


 
I socialisti per una nuova Italia PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
lunedý 07 dicembre 2020

I socialisti per una nuova Italia

di Enzo Maraio Segretario Nazionale PSI

Il governo si sta avviando a un bivio. Di fronte a sé ha due strade: la prima è quella di rilanciare l’azione programmatica, allargando la maggioranza a tutte quelle forze oggi non rappresentate e individuando pochi punti ma essenziali per la ricostruzione del Paese. La seconda, una crisi di Governo, durante la quale il Quirinale sarebbe chiamato ad intervenire, con i suoi poteri e le sue prerogative, a poche settimane dal “semestre bianco".

La settimana che verrà sarà fondamentale per capire qual è lo stato di salute del Governo. Il Presidente Conte dovrà ricevere dalle Camere un mandato forte per andare in Europa ed essere incisivo. All’ordine del giorno, il vituperato Mes. Uno scoglio durissimo, considerato l' ostracismo, quasi incomprensibile, del Movimento 5 Stelle. La riforma del Mes va votata e sostenuta: si tratta di un sistema di aiuti economici dedicato agli Stati Membri, che oggi va modificato e adattato al nuovo scenario economico europeo e mondiale. All’orizzonte ci sono partite fondamentali per il nostro Paese e per affrontarle, bisogna puntare tutto su almeno quattro priorità: la scuola pubblica, la sanità, le infrastrutture e le riforme istituzionali. Su questi pochi punti bisogna fondare l’alleanza di governo da qui al 2023.

L’Italia è l’ultima nazione in Europa per investimenti nell’istruzione pubblica, i nostri docenti sono i meno pagati d’Europa e l’edilizia scolastica andrebbe completamente rivoluzionata considerando che i circa 50mila edifici scolastici hanno una "età media" di 52 anni e sono stati costruiti più di 40 anni fa. Il sistema scolastico andrebbe completamente rivoluzionato partendo da un assunto: investire il 10% (e non l’attuale 3,9%) della spesa pubblica nell’istruzione equiparando l’investimento italiano a quello medio europeo. Questo consentirebbe di poter aumentare gli stipendi ai docenti italiani che oggi vengono pagati, in media, 9 mila euro lordi all’anno in meno rispetto ai colleghi europei. Altro capitolo dovrà essere riservato alla edilizia scolastica. Per rinnovare tutti i circa 50mila edifici scolastici si dovrebbero investire circa 200 miliardi di euro: si tratta di un investimento imponente che non può che essere programmato nel tempo necessario che serve per essere realizza
to.

La pandemia e tutta la gestione della crisi che ne è derivata ci ha sbattuto in faccia un problema che non si era mai verificato: la gestione della sanità pubblica attraverso le Regioni. Fin dall’istituzione del servizio sanitario nazionale del 1978 la gestione della sanità pubblica era affidata prima agli enti mutualistici e poi alle Usl che erano nient’altro che l’articolazione territoriale del sistema sanitario nazionale. Con la riforma del 92 le Usl vengono trasformate in Asl, dotate di propria personalità giuridica e una autonomia che comprendeva quella organizzativa e quella patrimoniale e contabile. Nei fatti inizia una gestione collegiale, tra stato e regioni, concentrata per di più a far quadrare i conti che a offrire un servizio sanitario efficace e di qualità. A farne le spese, tutto il quadro della medicina territoriale di base. Oggi è necessario invertire quel paradigma di azione amministrativa: in sanità non è solo necessario far quadrare i conti, magari chiudendo ospedali e
non assumendo personale, ma la priorità deve essere quella di creare un servizio sanitario pubblico che abbia al centro prima il malato e poi si occupi dei bilanci delle aziende.

A causa del nostro deficit infrastrutturale, secondo la Sace (società del gruppo deposito e prestiti), l’Italia perde ogni anno 70 miliardi di euro di esportazioni, ovvero il 4% del nostro Pil. Il programma Next Generation Eu su questo tema rappresenta un vero e proprio 'piano Marshall' per le infrastrutture pubbliche in Italia. Ma partendo da due priorità. La prima: fermare il gap dei collegamenti con le regioni del mezzogiorno facendo arrivare l’alta velocità nelle tre punte meridionali del paese; la seconda è quella di creare un unico grande hub della logistica per il trasporto merci nel mezzogiorno. Tra  Campania, Puglia e Calabria risiedono i porti più importanti di tutto il Paese, penso a Napoli, Salerno, Taranto, Bari, Gioia Tauro. Un sistema infrastrutturale all’avanguardia consentirebbe di far diventare il mezzogiorno un centro nevralgico di nuovi processi economici che guarda sicuramente al mercato europeo ma in prevalenza al mercato asiatico e africano. La vera partita per il
sistema portuale del mezzogiorno si gioca a terra ed è per questo che è necessario investire una parte di fondi sostanziale del Next Generation Eu nelle attività infrastrutturali del retroporto.

La pandemia ha messo in risalto tutte le difficoltà istituzionali nella gestione di una emergenza nazionale. Sono emerse tutte le farraginosità burocratiche dovute alla mancata riforma del Titolo V che ha portato le Regioni ad essere, oltre che un punto nevralgico di gestione di potere, a volte un impedimento insormontabile. Abbiamo assistito ad una gestione dell’emergenza a 20 velocità: c’era chi contemporaneamente apriva le scuole, chi le chiudeva, chi faceva ricorso contro i provvedimenti del governo, persino regioni che impugnavano le decisioni del governo al Tar. Una ‘orgia' burocratica e amministrativa che ha gettato nella confusione totale i cittadini spiazzati dal non sapere più quali regole seguire. La partita che si gioca sulle riforme è quella più importante per il nostro paese. il titolo V va modificato, eliminando le materie concorrenti così da sapere chi e come può legiferare e decidere su una determinata materia. Va introdotta una clausola di supremazia: in caso di emergenza
chi decide? Possiamo ancora subire l’attesa dei tavoli fra stato e regioni per capire chi fa cosa? No! In caso di emergenza a decidere deve essere lo Stato centrale, in modo chiaro e veloce. Oltre alla riforma del titolo V non è più rinviabile una revisione del sistema del fisco. Bisogna dar vita ad una riforma complessiva che parta inevitabilmente dalla riduzione delle tasse e che rivoluzioni il concetto del fisco. Un sistema non più basato soltanto sulla "punizione” dell’evasore, ma che sia improntato prevalentemente sull’incentivo a chi contribuisce in maniera regolare e trasparente versando le tasse. Incentivare a fare bene, insomma. È necessario un nuovo patto fra lo Stato e il contribuente: il primo deve abbandonare la propria tendenza vessatoria nei confronti dei cittadini e il secondo deve assumersi a sua volta le proprie responsabilità. Solo mettendo in campo questo nuovo concetto nel rapporto biunivoco si potrà segnare un nuovo passo e riformare il nostro fisco.

L’Italia ha dinanzi a sé anni fondamentali per l'economia e per il concetto stesso di società. Per affrontare al meglio le nuove sfide c'è bisogno di un Governo forte, dove a decidere sia la politica e dove i partiti riacquistino la propria centralità abbandonando la logica delle commissioni, dei tavoli di concertazione, delle task force e degli ennesimi stati generali. Lo sviluppo e l’ammodernamento del paese è sempre stato 'affare' della politica e di una classe dirigente all’altezza delle sfide che si hanno davanti.

L’Italia ha bisogno di un Governo forte e i socialisti sono pronti ad essere protagonisti della nuova Italia.
Ultimo aggiornamento ( martedý 08 dicembre 2020 )
 
dall'Avanti "Craxi, la politica economica e le chiacchiere da bar Bacetto" di Nicola Scalzini PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
lunedý 16 novembre 2020

Craxi, la politica economica e le chiacchiere da Bar Bacetto.

NICOLA SCALZINI DEL 16 NOVEMBRE 2020

ECONOMIA


Da Nicola Scalzini, principale collaboratore economico del governo Craxi e sottosegretario al governo con Dini ho il piacere di ospitare questa riflessione sull’indegno libello pubblicato da tal Barbacetto su Bettino Craxi.

Volete farvi qualche risata? Vi racconto quello che ha scritto bar-bacetto in un libro contro Craxi.

Io ho letto solo la parte che mi compete, quella economica. Prendiamo qualche affermazione a caso. Nel periodo del Governo Craxi “cresce la spesa. Passa dal 36,9% al 41,7% del 1983, ma il Governo Craxi ebbe inizio nel 1983 e dichiarò proprio lui che “occorrono nuovi argini alla crescita alluvionale della spesa”. Scrive Scalfari, facendo un bilancio del quadriennio craxiano, il primo marzo del 1987: “il livello della spesa pubblica non solo non è aumentato, ma è lievemente diminuito rispetto al PIL; nel frattempo la pressione fiscale è rimasta complessivamente invariata” E Bar Bacetto? Dice il contrario e per dimostrarlo prende due anni a caso. il 1980 e il 1993, e ricava che tra i due anni la pressione fiscale è aumentata. Che questi anni non hanno nulla a che vedere con il Governo Craxi al nostro Bar Bacetto non interessa. Nell’80 il Presidente del Consiglio era Cossiga, nel ‘93 era Ciampi. Se avesse preso il ‘98 avrebbe trovato un livello di pressione fiscale ancora più elevato e Craxi era ancora in vita. Forse il nostro non ci ha pensato. Ma andiamo avanti con affermazioni strampalate. “Quando va al governo nell’83 Craxi ha la fortuna di trovarsi davanti ad un mutamento favorevole del ciclo economico internazionale. Era quello il momento del rientro degli eccessi di spesa”. Gli facciamo rispondere dal Governatore Ciampi? : “Il contenimento dei costi (tra l’83 e l’ 84, ndr) è derivato dalle componenti interne. QUELLE ESTERE HANNO OPERATO IN SENSO OPPOSTO PER IL FORTE RINCARO DEL DOLLARO. Le circostanze esterne favorevoli si verificheranno dopo tre anni e nel frattempo la rigorosa politica dei redditi voluta da Craxi prepara il terreno per uno sviluppo esplosivo. Ma è inutile spiegare al Barbacetto cose per lui di difficile comprensione. Si potrebbe pensare: ma perché non si è documentato, almeno leggendo le relazioni della Banca d’ Italia? Forse è sufficiente dirgli che le società di rating assegnarono all’Italia, poco prima che De Mita ritirasse l’appoggio a Craxi, la tripla A, tenendo conto di una ritrovata stabilità politica ed economica, con indicatori tutti riorientati in positivo, con prospettive di crescita elevata e sostenibile sotto ogni punto di vista. Dopo Craxi, invece finirà la politica dei redditi, ritorna l’instabilità (cinque governi in 5 anni) e alla prima crisi economica, 1991, il nostro paese non sarà in grado di reggere. Perdiamo la tripla A che non riavremo più. E Bar Bacetto? Lasciatelo perdere  




 
SOLIDARIETA' DEI SOCIALSTI EMILIANO ROMAGNOLI AI LAVORATORI DELLO SPETTACOLO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
mercoledý 28 ottobre 2020

SOLIDARIETA' E SOSTEGNO ALLA PROTESTA DEI LAVORATORI E LAVORATRICI DELLO SPETTACOLO


“I socialisti dell'Emilia Romagna sono al fianco dei lavoratori dello spettacolo che Venerdì 30 Ottobre manifesteranno in tutta Italia, in particolare a Bologna in Piazza Roosvelt alle ore 10.

Chiudere nuovamente Teatri e Cinema mortifica ancora una volta questi lavoratori che così come avvenuto in primavera sono stati i primi a pagare le conseguenze della pandemia.

Tutto il settore dello spettacolo ha bisogno di essere sostenuto per dargli un futuro e un futuro senza cultura è impensabile per un paese democratico.

E' indispensabile garantire ora un sostegno economico certo ai lavoratori a partire da chi ancora non ha ricevuto quanto previsto nella prima fase dell'emergenza sanitaria”.



      Marco Strada

Segretario Regionale P.S.I

 
LE RAGIONI DEL NO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
lunedý 14 settembre 2020


 REFERENDUM COSTITUZIONALE

del 20 e 21 Settembre 2020



MARTEDI' 15 SETTEMBRE

alle ore 18,30

presso Teatro “Guiglia”

Via Rismondo n. 73 - Modena



SPIEGANO LE RAGIONI DEL NO


Prof. Elio TAVILLA

Docente UNIMORE


Sergio PIZZOLANTE

già Parlamentare – Imprenditore


Paolo BALLESTRAZZI

Partito Repubblicano Italiano


Paolo CRISTONI

Partito Socialista Italiano


La cittadinanza è invitata a intervenire e a partecipare al dibattito

 



cip in proprio

Ultimo aggiornamento ( lunedý 14 settembre 2020 )
 
REFERENDUM COSTITUZIONALE - LE RAGIONI DEL NO PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
sabato 12 settembre 2020

Referendum Costituzionale del 20 e 21 Settembre: Le ragioni del NO



L'appuntamento del Referendum confermativo della legge di modifica costituzionale per la riduzione dei rappresentanti del Popolo nel nostro Parlamento è ormai alle porte.

A differenza di quanto si poteva immaginare solo pochi mesi fa, nonostante l'imperante propaganda dell'antipolitica che da anni e dell'antiparlametarismo che da anni inquina la nostra democrazia, lentamente ma con forza sempre crescente si sta facendo strada la voce di chi non ha intenzione di i alla moda dell'antipolitica e di rinunciare alla difesa delle istituzioni rappresentative.

Oggi più che mai occorre utilizzare un linguaggio di verità che informi correttamente e senza propaganda sulle insidie di una riduzione della rappresentanza nelle istituzioni spiegando con chiarezza le RAGIONI DEL NO ai cittadini che sono chiamati ad esprimersi tra pochi giorni.

Spiegano queste ragioni del NO, Martedi 15 Settembre alle ore 18,30 presso il Teatro “Guiglia” (Via Rismondo 73 a Modena) rappresentanti del mondo associativo, culturale, politico che, assieme al Comitato del NO al “taglio” del Parlamento stanno promuovendo incontri e confronti con i cittadini nel nostro territorio ma anche in giro perla il nostro Paese.

L'iniziativa vedrà la presenza del Prof.Elio Tavilla, Docente universitario, dell'imprenditore Sergio Pizzolante, già Deputato al Parlamento Italiano, del Presidente Regionale del Partito Repubblicano, Paolo Ballestrazzi e di Paolo Cristoni, già Deputato socialista al Parlamento Italiano e rappresentante socialista a livello locale e nazionale.

E' l'occasione per un confronto con quanti, tra i cittadini, vogliono saperne di più su questa presunta grande riforma costituzionale.



                                                                                                                          Ufficio Stampa PSI

                                                                                                              per il Comitato per il NO di Modena