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INTERVENTO DI CARDONE ALLA CONFERENZA PROGRAMMATICA REG.LE |
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martedì 29 novembre 2011 |
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INTERVENTO DI MARIO CARDONE ALLA CONFERENZA PROGRAMMATICA REGIONALE IMOLA 26 NOVEMBRE 2011
Compagne e Compagni In premessa non posso che esprimere solidarietà e vicinanza ai lavoratori che si stanno battendo per mantenere il posto di lavoro a Termini Imprese e d alle famiglie dei due lavoratori morti,l’altro giorno, sul posto di lavoro, un lungo e tragico elenco di lavoratori che la dice lunga sulla sicurezza. Sono un pochino di anni che milito nel partito, anche per via dell’anagrafe, con tanti di voi non ci siamo conosciuti anche perché non ho frequentato i corridoi regionali e nazionali, ho cercato di lavorare sul territorio,dove ci si mette la faccia. Sono a conoscenza che tanti di voi si sono interessati e preoccupati della situazione modenese, vorrei tranquillizzare,tutti, che proprio in sede di assemblea congressuale siamo riusciti a ricucire una situazione interna sfilacciata,facendo prevalere il buon senso e la saggezza. Il partito è alle prese con una situazione politica non certamente bella e la forza del partito,in termine di idee riformiste,in questo marasma potrà essere vincente. Con tutta la modestia possibile credo che i Socialisti rappresentano l’elite della politica,si tratta di mettere a disposizione dei cittadini la nostra proposta. L’assemblea nazionale pur nell’indirizzo della linea guida del documento licenziato dall’organo direttivo,con gli arricchimenti che ci sono pervenuti e di quelli che verranno in sede di dibattito e di confronto saranno la piattaforma per il rilancio del socialismo in dimensione europea. Per la scomposizione e la logica ricomposizione delle forze in campo il partito ha ampi spazi di conquista. L’implosione di PDL,i movimenti di avvicinamento di alcuni compagni, dovrebbe consigliarci di non fare gli schizzinosi sull’accoglienza di alcuni compagni che avevano fatto un a scelta diversa. Ampi spazi dalla scomposizione,necessaria del PD. Praterie aperte dalla incostanza politica della Lega,abbandonata dalle partite IVA e dai lavoratori delusi. L’altra sera a Modena ho ricordato l’inizio dei guasti al nostro sistema economico ai principi del nuovo secolo. Ho citato il crac Parmalat visto che ci ha riguardato da vicino,come regione. Proprio in quel periodo il sistema bancario ampliò le aree di attività in settori non proprio istituzionali e per citare l’ex presidente della FED ( anno 2004 ) fece l’esempio dei derivati. Abbiamo imparato a nostre spese cosa hanno comportato questi strani strumenti finanziari,abusati dalle banche. Persino le nostre istituzioni adottarono,questi facili strumenti ( Comuni,Province,Regioni) con il completo silenzio dei nostri amministratori-politici. Magagne che hanno inquinato il sistema finanziario mondiale,anzi hanno prodotto falsi in bilancio ed evasione fiscale. Non vi trattengo sul sequestro di 250 milioni di euro,ad Unicredit, per evasione fiscale e la denuncia penale a carico di Profumo il futuro Messia individuato da una certa sinistra, come opzione alla Presidenza del Consiglio ,prima di Monti. A proposito sto seguendo il confronto/scontro nel PD ed in alcuni partiti e movimenti della sinistra,ovviamente con il dovuto rispetto,sulla chiave di lettura e di soluzione al sistema economico-finanziario italiano,europeo e planetario. Tra le madonne pellegrine in giro per l’Italia,in compagnia di docenti ed economisti di nuova e vecchia generazione , c’ è un certo Turci, anche se,attualmente, battitore libero, che a fine anni 90,precisamente nell’aprile 1997, responsabile economico del PDS, a proposito della privatizzazione del S.Paolo di Torino,oggi perno del sistema bancario italiano, disse “ mette in moto la foresta pietrificata del credito “. Un sistema del credito nato male e nell’ambiguità della riforma Amato. Non si è voluto sgramare la posizione di Bankitalia, innanzitutto il problema dei controlli,atteso che le banche,assicurazioni,Inps, erano e sono azionisti. Da tempo la Federazione di Modena sta suggerendo ai nostri organi centrali del partito,agli eletti della nostra provincia, alla opinione pubblica che riesce a raggiungere, che c’è bisogno di mettere mano ai misteri di Bankitalia,alle sue riserve auree,alle sue partecipazioni,al rapporto con gli azionisti. L’altro problema sono le Fondazioni bancarie ,in Emilia ne abbiamo diverse. Queste vivono e prosperano sulla rendita finanziaria,con operazioni,talvolta, al limite, ma il santuario è protetto da una certa politica che indirettamente ci mette il becco attraverso uomini fidati,con buoni emolumenti e come contropartita c’è qualche contributo per la squadra di calcio della parrocchia o della casa del popolo di Peppone. Abbiamo sempre detto che le Fondazioni andrebbero sciolte per restituire il patrimonio,visto che proviene dalle Casse di Risparmio, ai cittadini….meglio per capirci al tesoro della stato italiano. Un piccolo passaggio sul governo in carica. La classe politica che ha dovuto fare ricorso a professori,banchieri, professionisti legati sempre al sistema bancario,assicurativo,alle grandi imprese, non ci ha fatto una buona figura.
Se aspettavamo la proposta alternativa del trio fotografato a Vasto, il governo di centro-destra avrebbe avuto altri venti anni di potere.
Siamo un partito riformista e siamo a fianco di chi produce,lavoratori, titolari delle tante piccole e medie industrie,l’ossatura del nostro paese….che oggi non riescono ad arrivare alla fine del mese, che fanno fatica ad ottenere credito dalle banche,vessate da un fisco vorace che andrebbe riformato in radice. Provate a verificare a chi danno i soldi le banche locali….ma è mai possibile che certe banche sono,fortemente, esposte nei confronti di componenti del Consiglio di Amministrazione ? Abbiamo tanti riferimenti nella nostra regione e guarda caso proprio ieri un agenzia di rating ha colpito 8 banche popolari. Anche in questi corpi separati ci sarebbero da fare interventi sul piano civilistico mentre sul piano dei controlli Bankitalia è latitante.
Per stare sul locale è evidente la difficoltà del partito a seguire le strane evoluzioni della politica emiliana. Un ammasso di interessi sedimentata negli anni con un sistema di potere aggravato dal connubio comunisti-cattolici,questi ultimi della peggiore specie. Non abbiamo sentito il partito,o meglio il livello istituzionale regionale sulla fusione delle aziende di trasporto pubblico di Reggio,Modena,Piacenza. Non sappiamo,nemmeno, cosa ne pensa Parma visto che abbiamo delle responsabilità politiche-amministrative nell’Ente Provincia. Si è messo in moto un meccanismo di interessi compresa la continuità con il privato modenese…..un maneggiamento per evitare la gara…mentre il partito di queste città non ha detto niente nonostante la sollecitazione di Modena. Altra attenzione per il sistema sanitario che è diventato simile ad una idrovora e con connubi incredibili con il privato. Il partito ha tutti i numeri per dettare l’agenda,modestamente,basta solo che internamente sotterriamo l’ascia di guerra e facciamo prevalere il buon senso.
Modena ha approvato alla unanimità un documento politico programmatico locale che vi è stato consegnato. C’è un richiamo ad una incisiva politica delle entrate,alternativa alle facili addizionali, un sistema di tagli mirati ed altri interventi. Un invito a chi si interessa della politica fiscale regionale sulla rimodulazione dell’addizionale Irpef e sulla revisione dell’IRAP. Ci sono alcune cose di sostanza che riguardano il potere dei Comitati Regionali,che oggi è solo sulla carta e denso di ambiguità che portano inevitabilmente,come abbiamo visto,alla confusione. Ci siamo riferiti all’art. 14 dello statuto dove viene riconosciuta autonomia alle organizzazioni regionali. Ebbene l’art 19 dello statuto disciplina la questione delle candidature elettive “ sono deliberate dalla Direzione Nazionale su proposta delle strutture regionali…..” ci sembra, sostanzialmente,in contraddizione con l’art. 14 e quindi,per sanare l’anomalia, abbiamo proposto “…..queste sono deliberate dalla Direzione Regionale,con presa d’atto dalla Direzione Nazionale….”
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LETTERA AL DIRETTORE DELLA GAZZETTA DI MODENA |
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martedì 29 novembre 2011 |
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Signor Direttore, vorremmo, come Partito Socialista Italiano Federazione Provinciale di Modensa,prendendo spunto dal Suo articolo di domenica scorsa,dall’intervento del Dott. Mai Presidente della CNA,portare un contributo alla discussione,sul tema posto. Il Partito Socialista,da qualche tempo , attento alla evoluzione della congiuntura modenese,segue,con attenzione le pubblicazioni delle varie associazioni di categoria ed in particolare della Camera di Commercio. La nostra impostazione parte dall’analisi per giungere alla proposta ( diagnosi e terapia ). Siamo tutti d’accordo che la fase congiunturale modenese ha raggiunto punti fortemente critici e di estrema sofferenza. I tagli che si sono susseguiti nelle varie e ravvicinate manovre economiche, senza tenere conto di quella preannunciata, hanno avuto funzione recessiva e depressiva ed ha toccato,anche gli Enti Locali. Ci siamo soffermati,prioritariamente sul sistema fiscale generale ed anche modenese. Omettiamo,crediamo,la condivisa necessità di una riforma del sistema fiscale che ridisegni il prelievo,atteso che le norme in vigore sono datate e non più adeguate all’evoluzione della società e della produzione del reddito,spostato su strumenti finanziari sempre più sofisticati e con legislazione impotente. Non è più possibile che il prelievo sul lavoro dipendente rappresenti più del 50 % del gettito,non è più credibile un sistema “ catastizzato “ fondato sugli studi di settore,non si può assistere ad una rendita finanziaria tassata al 20 %,quando un contribuente italiano comincia a pagare su una aliquota minima del 23 %. Un modenese,nel 2009, ha pagato,in media,IRPEF per € 4.200,con l’aggiunta di un prelievo locale di circa 500 euro, poco meno la media della provincia. E’ documentata la patologica evasione fiscale. Sempre dati del 2009 ci dicono che un lavoratore dipendente ha dichiarato un reddito di € 19.790, un pensionato ha dichiarato un reddito di € 14.600, un titolare di partita IVA,un reddito di impresa di € 16.990; Sul piano locale abbiamo reso noto la nostra contrarietà all’aumento della pressione fiscale ed in particolare l’aumento dell’addizionale IRPEF. Abbiamo indirizzato l’attenzione verso una politica delle entrate con nuovi cespiti: -revisione valori di mercato aree edificabili,anche quelle potenzialmente edificabili, inserite in strumenti urbanistici non esecutivi; -tassazione diritti edificatori; -revisione microzone catastali; -recupero crediti in sofferenza ( cartelle tasse locali,sanzioni amministrative ecc. ) -tassazione cave; -revisione politica tariffaria in sintonia con un nuovo sistema di valutazione della capacità contributiva e patrimoniale; Abbiamo pensato,anche,ai possibili tagli quali alcuni costi della politica: -azzeramento dei contributi ai Gruppi Consiliari Comunale e Provinciali;
-tagli selettivi a spese improduttive o rinviabili; -interventi quantitativamente importanti nel settore dell’edilizia; -incentivi per nuove iniziative nei settori artigianato,commercio,servizi ( esenzione triennale tasse locali ) -approvazione PSC e collegati strumenti esecutivi; -consiglio tributario con la partecipazione delle forze attive della società modenese ( non ci piace,la ventilata,presenza di soli funzionari comunali) Questa la risposta di sintesi….a proposito del ruolo della politica.
Modena 24 novembre 2011
Mario Cardone Coordinatore Provinciale PSI Modena
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Accordo per la gestione unitaria della Federazione |
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venerdì 25 novembre 2011 |
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Accordo per la gestione unitaria della Federazione del Partito Socialista Italiano di Modena
A seguito delle dimissioni irrevocabili del Segretario Orlando ,eletto nell’Assemblea Congressuale del 2010; visti gli impegni politici,all’epoca in corso,quali le elezioni amministrative in importanti comuni della provincia ed i programmati incontri con le forze politiche della coalizione che amministra il Comune e la Provincia di Modena; L’Assemblea degli iscritti, ritualmente convocata in data 4 Novembre ed alla presenza del Segretario Regionale del Partito e del Responsabile dell’Organizzazione individuò un Esecutivo, aperto alle presenze di compagni impegnati nelle zone, in preparazione di un Congresso organizzativo ed in continuità politica della Federazione. Tra le indicazioni dell’assemblea e del Segretario Regionale, la ricerca di una soluzione unitaria per la gestione politica della Federazione. La gravità della situazione politica ed economica del paese richiede al Partito unità di intenti ed una proposta politica alternativa ai governi di centro-destra, tenuto conto della prevista scomposizione politica delle attuali forze. In data 4 novembre l’Attivo Provinciale ha sollecitato i compagni a trovare una soluzione organizzativa unitaria della Federazione. Dopo ampia discussione ,avvenuta negli incontri dell’ 8 e del 22 novembre si è convenuto di procedere alla costituzione di gruppi di lavoro aperti all’apporto di compagni e simpatizzanti operanti nelle zone e coordinati dai compagni Cardone e Venturi. E’ stato ribadito il principio per una gestione paritetica ed organizzazione di garanzia per tutti i Compagni iscritti.
Gruppi di lavoro :
Organizzazione responsabili Panini e Mannino Sanità responsabile Malak Società civile e rapporti con le organizzazioni territoriali responsabile Villella Urbanistica e territorio responsabile De Pietri Ambiente responsabile Orlando Rapporto con Enti locali ed eletti responsabile Nordi
Al fine di coinvolgere maggiormente gli iscritti e gli organi statutari si conviene un incontro a cadenza mensile. L’Assemblea Congressuale ha preso atto con soddisfazione dell’accordo
Modena 22 novembre 2011
Federazione Provinciale di Modena - Via Allegri n. 207 – 41124 Modena tel e fax 059/34.62.17 – e mail:
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ASSEMBLEA CONGRESSUALE PROGRAMMATICA PROVINCIALE |
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sabato 19 novembre 2011 |
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A tutti gli iscritti
Care Compagne, cari compagni
in preparazione dell’Assemblea Congressuale Programmatica Regionale del prossimo 26 Novembre che si svolgerà a Imola e quella nazionale che si svolgerà a Fiuggi dal 2 al 4 Dicembre, è convocata
l’ASSEMBLEA CONGRESSUALE PROGRAMMATICA PROVINCIALE
MARTEDI' 22 NOVEMBRE 2011 p.v. alle ore 20.00 presso la Federazione Prov.le PSI (Via Allegri n.207), L'Assemblea avrà il seguente programma: Nomina ufficio di presidenza dell’assemblea congressuale Nomina commissioni verifica poteri e elettorale Introduzione del Segretario Provinciale Mario Cardone e illustrazione del documento programmatico nazionale “Per Amore dell’Italia, Idee e azioni per cambiare” ; Dibattito Votazione documento congressuale nazionale “Per Amore dell’Italia, Idee e azioni per cambiare” Elezione dei delegati all’Assemblea Congressuale Regionale del 26 novembre 2011; Indicazione dei delegati all’Assemblea Congressuale Nazionale del 2-3-4 dicembre 2011; Comunicazioni del Segretario Provinciale in merito alla riorganizzazione della Segreteria Provinciale. Conclusioni del Segretario Regionale Franco BENAGLIA
Trattandosi di un appuntamento di straordinaria importanza, si auspica la più ampia partecipazione.
Fraterni Saluti Il Segretario Prov.le PSI Mario Cardone
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Ultimo aggiornamento ( sabato 19 novembre 2011 )
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DOCUMENTO CONGIUNTO PSI e RADICALI |
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martedì 15 novembre 2011 |
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Istituzione garante carceri
La situazione in cui versano le carceri italiane si configura ormai come vera emergenza civile, sociale, umana: sovraffollamento, strutture insufficienti e inadeguate, assistenza sanitaria carente, organici fortemente deficitari vanificano la funzione che i luoghi di detenzione, per dettato costituzionale, sono chiamati ad esercitare: la rieducazione del condannato. I detenuti, secondo quanto contenuto in un dossier dell’Associazione Antigone, al 23 giugno 2011 sono risultati essere 67.174 a fronte di una capienza di 45.551; e circa mille se ne aggiungono ogni mese. Nel 2009 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia perché spesso la superficie a disposizione del recluso è di molto inferiore agli standard stabiliti dal Comitato per la prevenzione della tortura. Tra il 2002 e il 2011 più di ottocento detenuti sono morti, la maggior parte per suicidio. Nelle prigioni vivono 43 bambini, affidati alle loro 42 mamme in carcere. I detenuti in attesa di primo giudizio sono un quinto, 14.251; solo 37.257 sono i condannati con sentenza definitiva. Quasi la metà di tutti i reclusi vengono assolti in primo o in secondo grado. Gli stranieri (spesso in carcere per il singolare reato tutto italiano d’immigrazione clandestina) sono 24.404; 28.199 sono i tossicodipendenti. La stragrande maggioranza dei detenuti ha commesso reati senza parte offesa e molti di coloro che hanno commesso crimini con parte offesa sono condannati per reati contro il patrimonio, spesso scaturiti da motivi economici di necessità. Insomma, le carceri straripano dei cosiddetti ultimi nella scala sociale. L’organico di Polizia penitenziaria assomma a 34.165 unità a fronte di una pianta organica di 42.268. I magistrati di sorveglianza sono 178 anziché 204, gli educatori 1.031 invece di 1.331, gli assistenti sociali 1.105 invece di 1.507. Nel contempo calano i fondi destinati al settore. Gli incentivi alle assunzioni di reclusi da parte di cooperative sociali e imprese non continueranno, essendo stati esauriti gli stanziamenti per la copertura dei benefici fiscali. Per denunciare situazioni di lavoro ormai insostenibili, il 6 Luglio scorso sono scesi in piazza persino i direttori degli istituti penitenziari (per la prima volta nella storia d’Italia) e il giorno dopo gli agenti: comune e forte è il disagio per le condizioni di lavoro, gli organici insufficienti, il contratto scaduto da anni.
Non fa certo eccezione la nostra Provincia, le cui strutture di reclusione, a partire dalla Casa Circondariale di Sant’Anna, confermano quanto già evidenziato come il sovraffollamento e la carenza di organici. E la situazione non è differente nella Casa di lavoro di Saliceta san Giuliano e nella Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia (di 4 case di lavoro presenti sul territorio nazionale, 2 si trovano nella nostra provincia): luoghi di ergastolo bianco, così vengono definite. Gli internati, che hanno già scontato la pena ma che continuano ad essere privati della libertà perché ritenuti socialmente pericolosi, dovrebbero dimostrare la loro avvenuta riabilitazione attraverso il lavoro, che però non è garantito se non per un irrisorio numero di ore al mese e non per tutti; non è definito per loro il fine pena, dipende dal magistrato di sorveglianza. A Modena si trova anche il CIE, dove ora è possibile essere detenuti fino a 18 mesi; trattasi di carcere a tutti gli effetti, con condizioni di vivibilità non certo compatibili con il senso di umanità.
L'Associazione Radicali Modena e la Federazione Provinciale PSI di Modena, espressioni di forze politiche da sempre sensibili alle problematiche legate allo stato della Giustizia in Italia, esprimono la loro forte preoccupazione per lo stato di piena illegalità in cui versano gli istituti di reclusione nel Paese Italia, a partire da quelli presenti in provincia; trattasi ormai di vera emergenza umanitaria, che riguarda soprattutto chi si è trovato a vivere forti disagi per condizioni personali o sociali.
L'Associazione Radicali Modena e la Federazione Provinciale PSI di Modena rivolgono al Presidente della Provincia e al Sindaco di Modena un caloroso appello perché si attivino affinché venga al più presto istituito e nominato un garante provinciale/comunale delle persone private della libertà personale.
Tale figura, peraltro prevista dall’ordinamento penitenziario, è già presente in 22 dei 27 Paesi dell’Unione Europea; in Italia, mancando ancora un garante nazionale, Regioni, Province e Comuni hanno in questi anni deciso di nominare, con delibera di Giunta o di Consiglio a cui è seguito apposito Regolamento attuativo, tale figura. I Garanti, secondo quanto previsto dal Ministero della Giustizia, ricevono segnalazioni sul mancato rispetto della normativa penitenziaria, sui diritti dei detenuti eventualmente violati o parzialmente attuati e si rivolgono all’autorità competente per chiedere chiarimenti o spiegazioni, sollecitando gli adempimenti o le azioni necessarie… possono effettuare colloqui con i detenuti e possono visitare gli istituti penitenziari senza autorizzazione; essi vengono quindi a svolgere anche azione di monitoraggio della situazione carceraria oltre che rappresentare un punto di riferimento per i detenuti, in particolare per quelli che, in difficoltà anche economiche, in genere non possono usufruire di assistenza legale d’eccellenza o comunque adeguata ad affrontare al meglio la loro situazione.
La Regione Emilia Romagna, con la L3/2008, ha definito la nomina di un Garante delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale, ma non ha ancora proceduto alla nomina. A tutt’oggi, sul territorio regionale, esistono Garanti comunali a Bologna, Piacenza e Ferrara dove, dal Giugno scorso, apposita Convenzione sottoscritta da Comune e Provincia ne ha stabilito una gestione congiunta che permette anche di condividere l’impegno di spesa necessario.
Certo la figura del Garante non basterebbe a risolvere i problemi legati alla detenzione, ma svolgerebbe l’importante funzione di stimolare gli Enti Locali, la società politica e civile ad adoperarsi per rendere almeno più vivibile la vita nelle strutture di detenzione. Attivarsi per istituirlo in tempi brevi, denoterebbe sensibilità verso un problema sociale di grande portata e un senso di umanità sempre più necessario non solo per il cittadino comune ma anche per chi si trova a rappresentarlo nelle Istituzioni. Nominarlo, rappresenterebbe un segnale di determinata volontà a ristabilire nel nostro Paese le condizioni di legalità su cui lo Stato di diritto si basa.
Modena…15 novembre 2011
Il Segretario Il Segretario
Associazione Radicali di Modena Federazione Prov.le PSI Modena ( Riccardo Macchioni) ( Mario Cardone)
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martedì 15 novembre 2011 |
ACCORDI NON RISPETTATI.Il 26/settembre u.s. dalle pagine di questa testata ci occupammo della “Finanziaria 2010 in materia Previdenziale”, ripreso l’1/ottobre, in occasione dell’incontro con l’autore Dott. Mario Giordano (Giornalista), presente a Sassuolo, invitato a presentare e parlare del suo ultimo scritto in materia di pensioni d’oro. Non registrammo nessun interesse da parte dei preposti locali chiamati in causa, Sindacati e Patronati né tantomeno del Dott.Giordano. Una Sottosegretaria dell’ex Governo, non conoscendo la materia, promise un suo intervento presso il Ministero competente……. siamo ancora ,fiduciosi,in attesa! Oggi impariamo della nascita di un “COMITATO LAVORATORI IN MOBILITA’ SENZA PENSIONE”,nato a Torino e sostenuto da CGIL CISL UIL DI TORINO. Per Noi esistono tutti i presupposti per promuovere una “CLASS ACTION”, ovviamente su scala nazionale in quanto riteniamo questa diversa sensibilità d’intervento sindacale alquanto strana. Riportiamo il comunicato, speranzosi che anche in Emilia Romagna si alzi qualche voce. "Lavoratori in mobilità, ma senza pensione"
Il Decreto Legge 78 del 31 Maggio 2010 (diventato Legge 122/2010) che stabilisce in dodici mesi l’attesa della decorrenza dei trattamenti pensionistici (tra la maturazione del diritto e il percepimento della pensione, precedentemente limitata a pochi mesi), sta causando, tra i lavoratori posti in mobilità negli ultimi anni, una forte preoccupazione rispetto alla possibilità di aggancio tra fine mobilità e decorso della pensione. In sostanza questi lavoratori vengono, e verranno, a trovarsi in una situazione tale per cui, terminato il periodo di mobilità, previsto a suo tempo, non riceveranno più la mobilità e contemporaneamente non percepiranno ancora la pensione e saranno quindi persone a reddito zero.
A parziale deroga di quanto sopra, il comma 5 dello stesso decreto prevede l’applicazione della vecchia normativa sulle finestre al numero limitato di 10.000 casi; per tutti gli altri è invece previsto un generico impegno del governo a stanziare i fondi per il prolungamento della mobilità. Al momento, però, l'INPS ha anticipato gli assegni di prosecuzione della mobilità, per i lavoratori ai quali era scaduta, solo per i mesi di luglio ed agosto, ma non ha disposizioni per l'erogazione dell'assegno per i mesi successivi. Siamo quindi in una SITUAZIONE per cui coloro che HANNO RAGGIUNTO IL REQUISITO pensionistico non sanno se sono nei 10mila salvati ( e avranno la pensione in base alle vecchie finestre, seppure in ritardo) oppure dovranno attendere il raggiungimento della nuova finestra senza avere, al momento, la certezza che l’erogazione della mobilità prosegua !
Se a questo aggiungiamo il fatto che le pensioni sono nuovamente sotto tiro, è evidente che se mai passasse una modifica tale da innalzare i requisiti per la maturazione del diritto ( per non parlare delle proposte di abolizione delle pensioni di anzianità ) questi lavoratori, andati in mobilità volontaria, in base alle leggi vigenti al momento delle dimissioni, non solo si troverebbero a dover attendere l'attuale finestra annuale, ma precipiterebbero in una rincorsa senza fine verso il raggiungimento dei nuovi requisiti, e, il tutto, in una situazione di reddito zero !
Il comitato richiede: • che vengano rispettati gli accordi presi e sottoscritti da Organizzazioni Sindacali, Unione Industriale, Aziende, INPS, Ministero del Lavoro, in relazione al pensionamento, secondo le normative in vigore all'atto del licenziamento dei lavoratori interessati • che si garantisca innanzitutto la copertura finanziaria sino all'erogazione della pensione Gli obiettivi del comitato sono i seguenti:
• fornire informazione tempestiva ed esaustiva ai lavoratori in mobilità che si trovano nella situazione di attesa della pensione • mettere in atto le iniziative opportune per proporre in tutte le sedi l'attenzione sul problema e coinvolgere tutte le parti in causa ( Organizzazioni Sindacali, Unione Industriale, Aziende, INPS, Ministero del Lavoro) • coordinare i rapporti con le organizzazioni sindacali
Assemblea pubblica: Lunedì 21 Novembre 2011 ore 17,00 Presso Camera del Lavoro di Torino - Sala Pia Lai Via Pedrotti, 5 -Torino –
Il comitato “Lavoratori in mobilità, ma senza pensione”
Tutti quelli che vogliono aderire al comitato possono inviare una mail a:
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con il seguente testo:
Io sottoscritto .............................. e-mail .......................................... telefono...................... ex-azienda di appartenenza ………………… finestra attesa per pensione: ......................... tipo mobilità (breve, lunga): ...........................
autorizzo l'inserimento del mio nominativo (con indicata l'ex-azienda di appartenenza) tra gli aderenti al "Comitato Lavoratori in mobilità, ma senza pensione"
Per la cronaca, ricordiamo che sono interessate circa 45 mila “persone”….e 10 mila potrebbero (il condizionale è d’obbligo) essere estratti a sorte, magari l’Inps spera in una “roulette russa”. Partito Socialista Italiano
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UFFICIALE RITORNA L'AVANTI! |
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martedì 15 novembre 2011 |
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Ufficiale il ritorno del vero “Avanti!” al
Partito socialista italiano Dopo la squallida vicenda Lavitola, salvaguardato il valore storico, politico e culturale della gloriosa testata. La testata Avanti!, quella vera, la storica bandiera dei socialisti italiani, fondata da Andrea Costa,primo Deputato Socialista, la cui sede,una volta,fu bruciata dai fascisti, è tornata al Partito Socialista (Psi). Una vicenda complicata,tutta italiana, durata quasi venti anni , si è conclusa il 4 novembre, quando il commissario liquidatore ha firmato, l’atto di cessione nelle mani del tesoriere del Psi. Una scelta importante, che consentirà al partito di difendere al meglio, in ogni sede, la testata da ogni uso improprio e di intervenire con più efficacia nella squallida vicenda del faccendiere Lavitola. La testata era finita nella liquidazione del Psi nel 1994, al momento dello scioglimento del partito avvenuto col 47° congresso, il 12 novembre dello stesso anno. Lo stesso Congresso attraverso il liquidatore dei beni del Partito affidava allo stesso la gloriosa testata con l'obbligo di difenderla da «ogni eventuale uso illegale, deciderne l’uso e la sorte a suo insindacabile giudizio per garantire la salvaguardia delle tradizioni storiche del Psi, Partito socialista italiano». I Partiti che si sono succeduti ( SDI- SI- PS attuale) si sono mossi nel solco della tradizione socialista, facendosi portatori del patrimonio ideale e storico del Psi, del quale è pertanto il continuatore e custode, come comprovato dalla sua costante appartenenza all’Internazionale socialista e al Partito del socialismo europeo, che ne costituisce una garanzia anche per il futuro». In virtù di questo, l'attuale commissario liquidatore, portatore, continuatore e custode del patrimonio ideale e storico del Psi «chiamato a garantire il significato politico ed ideale che il giornale Avanti! ha nella storia italiana, e in particolare nella storia del movimento operaio». ha convenuto di cedere «irrevocabilmente e in via esclusiva la proprietà, anche morale, ivi inclusa la denominazione, anche parziale nonché la veste grafica, della testata giornalistica Avanti!». Comprendiamo che la notizia ha un interesse relativo,in questo momento difficile per le famiglie Italiane e ci scusiamo per il nostro momento di gioia,ma i Socialisti riavranno il loro quotidiano e mezzo d’informazione nelle edicole,ciò consentirà di far risentire la loro voce. Mannino- Cardone Partito Socialista Italiano Sassuolo
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Ultimo aggiornamento ( martedì 15 novembre 2011 )
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giovedì 10 novembre 2011 |
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LETTERA DI MARIO CARDONE PER SOS DIRITTI AL DIRETTORE REGIONALE DELL'AGENZIA DELLE ENTRATE DI BOLOGNA
Premesso che il Partito Socialista Italiano dell’Emilia Romagna ha implimentato,presso ogni Provincia lo sportello “ SOS diritti “ per offrire a tutti i cittadini,che ne fanno richiesta, un intervento utile a risolvere questioni e problemi derivanti da rapporti con Pubblica Amministrazione,si porta a conoscenza della S.V. il caso che segue: I sigg. ________________________________________________________________________si sono rivolti alla scrivente organizzazione per una cartella di pagamento ed iscrizione di ipoteca legale relativa ad un tributo richiesto, ( imposta di registro ed ipotecaria) non pagato in quanto non dovuto,da parte dell’Agenzia delle Entrate Direzione Provinciale di Modena. Crediamo utile,per la comprensione e la ponderata valutazione del caso,rimettere,all’attenzione della S.V. la segnalazione e richiesta di intervento al Garante del Contribuente e la risposta dello stesso,dove sono ricostruiti e documentati tutti i passaggi amministrativi. Particolare attenzione abbiamo prestato ad un passo della risposta del Garante che ci è sembrata una “ apertura” alla soluzione del caso,la dove “…..sembra al Collegio che l’Amministrazione Finanziaria possa valutare l’eventualità di disporre la sospensione della cartella di pagamento nei confronti degli alienanti (________________________)….considerandone la qualità di obbligati solidali,tuttora esecutati per una obbligazione ritenuta inesistente,allo stato…..”. Che dire della discrasia tra la nota della Segreteria della Commissione Tributaria di Modena,del 23 giugno 2011, che comunicava al Garante,la non impugnazione da parte dell’Ufficio della sentenza di primo grado,con la conseguente definitività della stessa ed il parere diverso dell’Ufficio che segnala,sempre al Garante, l’appello proposto in data 22 giugno 2011 ?. Si confida nel superiore intervento della S.V. onde riportare il tutto alla primaria “ mission” dell’Amministrazione Finanziaria fondata su un rapporto di chiarezza e collaborazione con il contribuente ; Allo stato degli atti pende iscrizione di ipoteca legale,da parte di Equitalia, su immobile di proprietà dei contribuenti di cui in premessa e che l’Ufficio è silente.
Con osservanza
Mario Cardone Segretario Provinciale PSI e Responsabile Provinciale Ufficio SOS Diritti
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