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AIMAG e l’imminente consultazione referendaria: è bene che PD e Centrosinistra facciano qualche rifl PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
mercoledì 06 settembre 2017

AIMAG e l’imminente consultazione referendaria: è bene che PD e Centrosinistra facciano qualche riflessione in più !


Su AIMAG i socialisti dei territori interessati (sia a Carpi che a Novi di Modena) hanno espresso non da ora il loro pensiero.

Basta cercare tra i comunicati stampa e le lettere aperte inviate negli ultimi anni e anche di recente per trovarne la prova.

E’ stato detto a più riprese e a chiare lettere che non si ritiene l’operazione di fusione per incorporazione di AIMAG in HERA una buona cosa. E questa è la posizione dei socialisti di Modena.

Abbiamo la sensazione che si continui a giocare con le parole confidando sul fatto che a molti, nella totale confusione, sfuggano i contenuti veri dell’operazione.

  1. Una cosa è allearsi, integrarsi, condividere una comune strategia che valorizzi i territori e risponda alle esigenze di nuovi servizi, dia risposte a nuovi investimenti e crei le condizioni di una collaborazione positiva. Altro è invece la fusione di AIMAG in HERA con la conseguenza, in nome di un presunto plusvalore strategico, di ridurre il peso relativo di alcuni territori sulle scelte operative su beni e servizi fondamentali e di grande rilevanza pubblica.

  2. Per cultura, riformista e socialista, aperta alle istanze del liberalismo più moderno, non siamo per principio contrari ad operazioni diverse dalla gestione pubblica o para-pubblica “tout court”. Ma non apparteniamo neanche a quanti, e sono purtroppo tanti, chiudono gli occhi di fronte alla realtà non rendendosi conto che l’eccessivo accorpamento in un unico soggetto (in condizioni di quasi monopolio) di importanti servizi di rilevanza pubblica, negli ultimi anni, non ha prodotto risultati positivi ma ha invece peggiorato i servizi, aumentato le tariffe e allontanato i cittadini (rappresentati dagli Enti Locali) dalle scelte che contano.

  3. Non ci piace questa litania sulla presunta inutilità di un referendum. Ci sorprende che questa critica venga da forze della sinistra, PD e non, che degli istituti della partecipazione si fanno da sempre paladini. Chi ha delle ragioni, al di là della complessità della materia, non può avere paura del confronto con i cittadini. Saranno, com’è giusto che sia, i Consigli Comunali a doversi esprimere alla fine, ma pensare che per i Consigli Comunali siano ininfluenti le risultanze di una consultazione diretta dei cittadini è non solo miopia ma suicidio politico.

  4. Ci piacerebbe inoltre inserire nel dibattito anche un elemento di cui ci pare si parla molto poco ma che per noi è importante se non essenziale. Le nuove normative sulla concorrenza e lo stesso Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica di recente approvazione (D. Lgsl.vo n° 175 del 23 settembre 2016) a proposito delle società a partecipazione mista pubblico-privata indica la strada maestra della procedura ad evidenza pubblica. In parole povere, una gara aperta a chi è interessato e che consenta di ottenere il massimo nell’interesse delle comunità. Se il legislatore non solo nazionale ma comunitario indica questo percorso a garanzia delle comunità e dei territori e per fare in modo che i servizi di pubblica utilità trovino un’assoluta garanzia, non si capisce perché nel contesto di una riorganizzazione e rilancio della gestione dei servizi non si procede in questo modo e si sceglie una trattativa chiusa in un rapporto pressoché esclusivo con HERA, ancorché proprietario del 25% delle azioni AIMAG a partire dal 2009.

Queste e non altre sono le considerazioni che riteniamo debbono essere tenute presenti e che debbono interessare non solo i cittadini che, come è giusto che sia, è bene che partecipino al referendum del prossimo 10 settembre e dicano la loro, ma anche le forze politiche del centrosinistra che governano molti dei nostri territori e che debbono cominciare anche ad interrogarsi del perché su molte, troppe battaglie che interessano i cittadini, si registra una pericolosa dissonanza che non è di buon auspicio per il futuro.




                                                          Segreteria Provinciale PSI




 
OdG PSI votato all'UNANIMITA' dal Consiglio Comunale di San Prospero PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
martedì 25 luglio 2017

 

Approvato dal Consiglio Comunale di San Prospero un Ordine del Giorno sulle difficoltà delle famiglie italiane – Apprezzamento dei socialisti che hanno ispirato l'iniziativa.

 

Il Partito Socialista di Modena esprime la propria soddisfazione per la recente discussione dell'Ordine del Giorno  sull' “Abbattimento del costo delle forniture domestiche al fine di alleggerire il peso fiscale che grava da anni sulle famiglie italiane”.

La presentazione, discussione e approvazione all'unanimità dell'Ordine del Giorno nella recente seduta del Consiglio Comunale di San Prospero è un significativo atto di attenzione a problemi veri, molto sentiti dalla cittadinanza e che debbono trovare momenti di dibattito e di confronto nelle sedi politiche ed istituzionali.

In tal senso alcuni mesi fa i socialisti di Modena hanno sollecitato un impegno dei Sindaci e dei consiglieri Comunali presenti sul territorio.

Ci auguriamo che l'esempio del Comune di San Prospero, del suo Sindaco Sauro Borghi e dei suoi Consiglieri Comunali, sia seguito da altri Sindaci e da altri Comuni del  nostro territorio provinciale.

 



                                                                                                   p.La Segreteria Provinciale PSI

 

                                                                                                          Graziella Giovannini

                                                                                                      Segretaria Provinciale PSI

 




Federazione Provinciale di Modena - Via Allegri n. 207 – 41124 Modena

tel e fax 059/34.62.17 – e mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

www.partitosocialista.modena.it


 
RIFORMA DEL SISTEMA FISCALE...... PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
mercoledì 19 luglio 2017

 

Riforma del sistema fiscale…..che fare?


Tutti condividono che il sistema fiscale italiano “ puzza di stantio “.

La grande riforma di sistema del 1972 e successive interventi strutturali, non regge più.

Il sistema della tassazione del reddito fondato su due principi Costituzionali contenuti negli artt. 2 e 53 ( Stato Sociale e progressività del prelievo tributario ) , nella cosiddetta seconda Repubblica , lo hanno affossato.

Interventi successivi hanno di fatto minato i suddetti principi Costituzionali.

Interventi richiesti da lobby in libertà in Parlamento e nel paese, anche oltre confine, hanno di fatto inserito, nel corpaccione malato del sistema, elementi di “ Flat Tax “ nonché una selva di detrazioni dal reddito complessivo.

Tanti redditi vanno per conto loro : terreni, capitale,locazione fabbricati, prodotti all’estero, alcuni di lavoro autonomo…..per non parlare dell’ultima trovata : imposta forfetaria di trasferisce in Italia la residenza fiscale.

Il nostro parere è di non fare una questione di bandiera, ma cercare di trovare soluzioni che ammodernano il nostro sistema fiscale, che salvaguardino le famiglie, che fanno pagare gli evasori e che liberano i lavoratori dipendenti, visto che questi, costituiscono l’architrave del prelievo IRPEF.

L’IRPEF, come noto, rappresenta il 71,5 % delle entrate fiscali del 2016 , mentre la pressione fiscale si è assestata sul 42,9 %.

La Corte dei Conti ci ha fornito dei dati che vanno valutati con attenzione.

La lotta all’evasione, nel 2016, non ha dato grandi risultati.

I controlli sostanziali, da distinguerli dai controlli formali e liquidazione delle dichiarazione, hanno dato un gettito di circa 10,6 miliardi di euro con una flessione, anche quantitativa sia nella imposta accertata che negli incassi.

Su 746 controlli sostanziali, il 49 % ha registrato una maggiore imposta accertata di “ ben “ 1.549 euro……bagattelle..

Un buon risultato dal “ condono camuffato “….la ennesima edizione dei rientro dei capitali, che ha dato un gettito di circa 4,3 miliardi di euro.

La evasione stimata è di circa 150 miliardi di euro……ci sembra veramente poco il recupero del

7 % dell’evasione.


                                                                                                        Mario Cardone

                                                                                          Direzione Provinciale PSI Modena

 
COOPERATIVE: STRUMENTO DELL'ONU PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
mercoledì 05 luglio 2017

COOPERATIVE: STRUMENTO DELL'ONU

PER LA GLOBALIZZAZIONE

 

L'importanza dei principi cooperativi ha ottenuto un riconoscimento “ definitivo “ dalla Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione , la Scienza e la Cultura (UNESCO ). Le cooperative (e nessun’altra forma giuridica di impresa) sono state aggiunte alla lista del Patrimonio Culturale Intangibile dell’ Umanità. L’ Unesco riconosce che l’esperienza umana “ non è definita solo dai luoghi e/o dai monumenti tangibili ” ma pure dalle tradizioni e dalle pratiche di vita esistenti. Ogni Stato quindi può richiedere all’Unesco di inserire nella lista citata , ad esempio , il Movimento Cooperativo !!?

 

Si , la Germania lo ha fatto ottenendone il riconoscimento ; l’ Italia ancora no, perché? La risposta può essere molto articolata e la rimandiamo al prossimo approfondimento. Il 1 luglio 2017 cade la 23^ giornata ONU delle Cooperative ed il messaggio dell’ICA (International Co-operative Alliance ) per questa occasione risalta giustamente i “ principi “ della società cooperativa ponendo l’attenzione al settimo: “Impegno verso la comunità “.

 

Trattasi di un principio quasi sconosciuto tra i soci stessi di una cooperativa e totalmente sconosciuto alla cittadinanza, anche la più colta o ritenuta tale. La cooperativa quindi , deve impegnarsi nel sostenere lo sviluppo delle comunità in cui opera (NO alle delocalizzazioni speculative così diffuse dalle grandi e medie imprese private) interessandosi e/o utilizzando le risorse del territorio in cui opera e sostenendone (ovviamente nell’ambito delle sue possibilità ) le iniziative socio-culturali promosse.

 

In altre occasioni abbiamo ricordato la nascita dei movimenti cooperativi e le persone che caratterizzarono e ne sostenerono la formazione, lo sviluppo ed anche gli insuccessi (spesso dovuti ad ostacoli volutamente creati da avversari…). I reggiani Prampolini e Ruini il molinellese Massarenti e tanti altri ne svilupparono la filosofia imprenditoriale come vero e proprio contenuto politico ed anche partitico.

 

La non discriminazione di genere, sociale, razziale, politica e religiosa nella formazione del corpo sociale della società cooperativa, accanto all’intervento operativo laddove il “privato” e la “società di capitale“ non si attiva (per carenza di possibilità di lucrare) per far fronte ai bisogni della popolazione meno abbiente, costituiscono e costituiranno anche in futuro i capisaldi aziendali della iniziativa imprenditoriale cooperativa.

 

Il messaggio dell’ ICA evidenzia come la “disuguaglianza dei redditi “ stia aumentando in tutto il mondo ed indica il “modello cooperativo “ come il primo strumento da applicare per combattere il fenomeno perseguendo una maggiore distribuzione delle ricchezza. Già oggi laddove la povertà attanaglia le popolazioni, milioni di persone, organizzate in cooperative, trovano la possibilità di sopravvivere e partecipare al controllo ed allo sviluppo delle loro imprese.

 

L’ ONU indica la strada maestra per affrontare la Globalizzazione in corso: “l’insieme dei valori come quelli del Movimento Cooperativo“. Da cooperatori attivi sappiamo che in ogni settore della vita la concretizzazione dei “principi” viaggia sulle gambe delle persone con le loro conseguenti responsabilità . Di certo, accadimenti di malaffare oltre che di mala gestione imprenditoriale hanno offuscato il Movimento Cooperativo ma non i “principi “ e la passione che oltre 250 milioni di soci mantengono intatta.

 

                            Mauro Veronesi                                                                                  Paolo Cristoni

 



 

 

 
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