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LA POLITICA NON VA IN VACANZA. E' INVECE TEMPO DI RIFLESSIONI PER IL CENTTROSINISTRA PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
mercoled 07 agosto 2019

LA POLITICA NON VA IN VACANZA.

E' INVECE TEMPO DI RIFLESSIONI PER IL CENTROSINISTRA


L'estate ormai entra nel suo periodo più caldo ed è logico che tutti si abbia la testa alle vacanze e al relax. La politica però non va mai del tutto in vacanza. Non ci sta andando a livello nazionale dove a causa dei quotidiani litigi tra Salvini e Di Maio e dei continui contrasti tra la Lega e il M5S, si respira un'aria di continua campagna elettorale. E non è detto che, a furia di tirare la corda, nonostante il collante del potere, qualcosa si spezzi e si arrivi realmente a delle elezioni anticipate. Non dovrebbe andare in vacanza neanche la politica locale; parliamo di quella che interessa il nostro territorio regionale, visto che qui le elezioni, non anticipate, sono previste a breve termine, tra pochi mesi, sia che si voti verso la fine di questo anno, oppure (molto più probabile) all'inizio del prossimo anno. Comunque sia, c'è un dato che non può non destare una certa preoccupazione: sia a livello nazionale che a livello regionale e locale non si vede ancora nessuna iniziativa convinta da parte delle forze politiche del centro-sinistra, a partire dal PD, che faccia intravedere un cambio di marcia rispetto al recente passato. Tutto tace nel campo del centrosinistra, mentre invece, sarebbe necessario assumere sin da subito delle iniziative che favoriscano il dialogo tra le forze politiche del centrosinistra per avviare una profonda riflessione sul piano politico e programmatico. La situazione (basta guardare i recenti risultati dell'ultima consultazione amministrativa) è grave e il rischio che la Regione da contendibile diventi acquisita da parte di un centro-destra sempre più aggressivo guidato dalla Lega è purtroppo un dato ormai incontrovertibile. Non agire oggi, significa rischiare di perdere tra pochi mesi e questo non lo si deve permettere. Non lo si dovrebbe permettere non per il centrosinistra, né tanto meno per il PD, ma per il bene delle nostre comunità che qui, a differenza di tante altre realtà e pur con qualche difficoltà, hanno conosciuto lunghe stagioni di buon governo e di corretta amministrazione. Pensare però che basti questo per mettersi al riparo di possibili sconfitte sarebbe un grave errore. Così come sarebbe un grave errore se qualcuno pensasse che basta una chiamata “alle armi” dell'ultimo minuto a contrastare “i barbari” per portare a casa un risultato positivo nel segno della continuità del governo regionale. Lo diciamo senza alcuna arroganza o polemica, ma con spirito costruttivo: è finita l'epoca dell'autosufficienza ed è necessario, non a parole ma con i fatti, aprire un dialogo nel campo del centrosinistra. I socialisti in queste settimane, a livello regionale, hanno avviato i lavori per la una conferenza programmatica che si dovrà tenere subito dopo l'estate. E' stato nominato dal recente Congresso regionale un gruppo di lavoro che si è preso l'incarico di elaborare una serie di spunti e riflessioni che dovranno essere la base di una discussione aperta al contributo di quanti hanno interesse ad aprire un dialogo con le forze politiche e i cittadini della nostra comunità regionale. Uno dei punti di discussione, su cui crediamo che sia necessario al più presto un confronto, è l'idea di autonomia regionale portata avanti in questi mesi non solo in Veneto e in Lombardia, ma anche in Emilia-Romagna: ma siamo veramente sicuri che inseguire, pur con le dovute distinzioni, il verbo leghista dell'autonomismo egoistico sia la strada giusta anche per la nostra regione? E ancora: siamo certi che aver inseguito in questi ultimi anni, in nome dei costi della politica, la demagogia dell'abolizione prima e poi dello svuotamento delle istituzioni provinciali sia stata una buona idea? Non sarebbe oggi opportuno, a bocce ferme, interrogarsi su cosa si può fare per riprendere dei ragionamenti che diano efficacia ed efficienza all'azione amministrativa sui territori provinciali evitando la facile demagogia che, come sempre, genera disastri? A che punto è nei nostri territori la riflessione sugli obiettivi di sviluppo sostenibile che l'ONU, con l'Agenda 2030, chiede a tutti (alla società civile, agli operatori economici e alle istituzioni) a partire dai territori locali e certamente in modo prioritario anche alla dimensione regionale? Siamo sicuri che il nostro modello di sviluppo, il nostro sistema di welfare, di scuola e di formazione, di promozione della cultura, di integrazione siano al passo con le nuove sfide che una società sempre più confusa e disarticolata esige e a cui occorre dare delle risposte serie e ponderate e non slogan che si limitano a dire che tutto va bene? A queste e ad altre domande in queste settimane e nei prossimi mesi noi saremo chiamati a rispondere e per farlo in modo efficace la riflessione non può essere superficiale e improvvisata. Noi socialisti abbiamo intrapreso questa strada e daremo il nostro contributo di proposte e di idee. Vorremmo che in questo percorso si aprisse un confronto con quelle forze che per storia, tradizione e cultura sono a noi vicine. Il riferimento è ovviamente a tutte le forze del centrosinistra a partire dal PD, a Più Europa, a Italia in Comune, a Mdp-Articolo1, ai Verdi e alle altre forze che si richiamano ai valori e alla tradizione progressista e riformista.

Ci piacerebbe che queste forze politiche portassero sotto l'ombrellone queste riflessioni in modo che, passato agosto, non si perda tempo. Perchè il tempo perso, mai come oggi, è tiranno.




                            Segreteria Provinciale PSI



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